Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm. Il punto di vista del governo è quello di chi ha messo in atto nuove misure restrittive per contenere il contagio. Quello di chi, invece, critica i provvedimenti, mette in rilievo come le nuove disposizioni rischino di mettere in grande difficoltà un'economia già provata dal lockdown primaverile. Ad essere su questa lunghezza d'onda è Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d'Italia, attraverso i suoi profili social, ha scelto di porre delle domande al governo, sottolineando come probabilmente non troveranno risposta. Ai quesiti ha aggiunto una chiosa in cui ha sottolineato come il cumulo di decisioni prese dal governo, in una fase in cui permane lo stato d'emergenza, ha fatto raggiungere il livello in cui, a suo dire, la misura è colma.

Almeno nella sua ricostruzione.

Dpcm: la Meloni rileva questioni da chiarire

Tra le decisioni contestate al governo c'è l'orario di chiusura dei locali. La movida dei giovani viene considerata come un potenziale terreno fertile per la diffusione del Sars-Cov2. Pertanto si è disposto che gli esercizi commerciali dovranno chiudere alle 24. L'interrogativo posto da Giorgia Meloni è perché si sia scelto di mettere questo limite, alla luce del fatto che i locali avrebbero misure idonee a rispettare le regole già predisposte per evitare il contagio. La leader di Fratelli d'Italia, in maniera un po' provocatoria, chiede se dovranno chiudere anche i centri sociali considerati luoghi "amici del governo" e caratterizzati, a suo dire, dal non pagare le tasse.

Coronavirus: la Meloni va all'attacco della gestione del governo Conte

L'altra contraddizione del provvedimento evidenziata da Giorgia Meloni sarebbe quella relativa al fatto che possono accedere 200 persone nei teatri e le cerimonie, invece, saranno limitate a 30. "La capienza - chiede l'esponente dell'opposizione - non dovrebbe dipendere dallo spazio che si ha a disposizione?".

L'altro punto abbastanza provocatorio è quello che riguarda gli sbarchi. In particolare Giorgia Meloni si domanda se si possa far valere il divieto di assembramento anche per i barconi dove arrivano centinaia di persone stipate . "In quel caso - chiede - le regole non valgono perché non vogliamo rischiare di far perdere fatturato agli scafisti?

". Ironica la domanda relativa a quale sia la linea di demarcazione tra attività motoria e sportiva e chi debba stabilirla. Occorre ricordare che nel primo caso sarebbe obbligatoria la mascherina, nel secondo invece no.

La Meloni ricorda, inoltre, come lo scorso 4 marzo Conte avrebbe detto che la mascherina andava utilizzata solo qualora si sospettasse di essere malati o se si prestasse assistenza a persone che fossero sospettate di esserlo. Oggi, invece, è sempre obbligatoria. "Diceva falsità - incalza la Meloni - o le dice ora?". L'idea della leader di Fratelli d'Italia è che le sue domande, da lei stessa definite "semplici", non avranno "risposte sensate". L'attacco riguarda anche il fatto che il governo negli ultimi nove mesi avrebbe beneficiato di poteri speciali e "copiose task force", ma oggi starebbe ancora brancolando.

"Soluzioni ridicole - chiosa - pensate per devastare interi settori della nostra economia senza risolvere alcun problema. La misura è veramente colma".

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