Massimo Galli commenta il contenuto dell’ultimo Dpcm varato dal governo giallorosso. Il direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano non sembra molto ottimista sugli effetti positivi del nuovo decreto anti Coronavirus firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Secondo Galli, infatti, questo provvedimento potrebbe essere stato adottato quando ormai è troppo tardi per bloccare il contagio. Il medico, però, consiglia di attendere almeno due o tre settimane per verificare se invece il Dpcm stia funzionando.

Il giudizio di Massimo Galli sul nuovo Dpcm

L’ultimo Dpcm firmato da Conte entrerà in vigore da venerdì 6 novembre.

L’Italia è stata divisa in tre zone (gialla, arancione e rossa) con diversi livelli di restrizioni. Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria sono le quattro regioni finite per il momento nella lista 'rossa', costrette a subire un lockdown molto simile a quello già decretato nella primavera scorsa. In zona gialla per il momento regioni a rischio come Campania, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio. Sul tema interviene anche Massimo Galli durante il Forum Sistema Salute in corso di svolgimento a Firenze. Il medico non si dice affatto contrario alla scelta di differenziare le diverse regioni in base al loro livello di rischio. Decisione che a suo giudizio potrebbe "avere un senso".

I timori del professore sugli effetti del decreto

Galli va subito dritto al punto della questione augurandosi che il nuovo Dpcm non si dimostri un “provvedimento tardivo”. Ma non solo, perché il timore del medico del Sacco di Milano è che questo provvedimento “non sia preludio a qualcosa di più deciso e ancora più marcato”. Il probabile riferimento è ad un eventuale ricorso al lockdown generalizzato su tutto il territorio nazionale.

Comunque sia, Massimo Galli non si mostra del tutto pessimista.

Galli: ‘Dovremmo vedere risultati tangibili entro due o tre settimane’

Anche se i provvedimenti contenuti nel Dpcm non lo convincono del tutto, Galli aggiunge infatti che “dovremmo vedere dei risultati tangibili entro due o tre settimane”. Impossibile a suo giudizio vederli ora, visto che la massiccia diffusione del contagio da coronavirus “che stiamo sopportando ora era già in cammino”.

Insomma, aggiunge, le “infezioni in corso” non si cancellano certo con un semplice “provvedimento”. Ci vuole tempo. Per il professore si tratta di una “scommessa” contro il virus valida tre settimane. Se in questo periodo si noterà una “riduzione” dei contagi, conclude il primario dell'ospedale Sacco, “forse non ci siamo giocati il Natale”.

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