C'è attesa per le nuove decisioni del Governo riguardo la lotta al Coronavirus: si parla infatti di un piccolo allentamento delle misure in vigore anche se ogni decisione dovrà essere vagliata alla luce dei nuovi report sui contagi da Covid-19.

Il cambio di rotta è atteso in vista delle festività natalizie, con commercianti e ristoratori che sperano di poter riaprire almeno in minima parte i battenti. Già in questi giorni potrebbero cambiare alcune cose: alle 16 di questo pomeriggio è infatti in programma una riunione tra Governo e Regioni, mentre domani alle 20 ci sarà un nuovo report sui dati dell'andamento dei contagi da coronavirus da parte dell'ISS.

Sono questi i due appuntamenti attesi affinché il Governo possa prendere una decisione: o allungare di altri 15 giorni le misure restrittive adesso in vigore oppure allentare le maglie del mini lockdown, laddove possibile. E' una corsa contro il tempo: il 3 dicembre scade l'ultimo dpcm e sarà allora che il Governo deciderà come far trascorrere le festività di Natale alle famiglie italiane.

Incontro Stato-Regioni: meno vincoli e più libertà

Il ministro della Salute Roberto Speranza e il Ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia hanno dunque indetto per oggi pomeriggio alle 16 un incontro streaming con i presidenti delle regioni per fare il punto della situazione. I governatori da giorni chiedono una cosa sola: allentare le misure di contenimento del virus e abbassare a 5 i parametri che stabiliscono il colore delle regioni (giallo, arancione e rosso).

In tutto ciò, c'è chi ha giocato d'anticipo: il governatore dell'Abruzzo Marco Marsilio ha deciso autonomamente di far passare la sua regione da arancione a rossa, mentre Michele Emiliano, presidente della Puglia, ha chiesto il lockdown per le province di Foggia e Bat. A rischio il Veneto che potrebbe diventare arancione.

La settorializzazione delle zone rosse sarà uno dei temi al tavolo di confronto, così come la questione del coprifuoco e delle riaperture di alcuni esercizi commerciali.

Nuovo DPCM: come sarà il Natale 2020

E' la data del 3 dicembre a tenere tutti con il fiato sospeso. In quel giorno scade l'ultimo DPCM del governo Conte, che ha imposto la chiusura del settore della ristorazione dalle 18 in poi, la serrata totale di palestre, musei e teatri e l'introduzione delle zone di rischio regionale.

Le ipotesi al vaglio del governo sono duplici: da un lato c'è il rischio di prolungare di altri 15 giorni le restrizioni, affinché la curva dei contagi possa scendere in maniera significativa e consentire di trascorrere le festività natalizie in armonia, dall'altro un allentamento delle misure nelle regioni più a basso rischio. Si ipotizza, per tanto, una riapertura per ristoranti e bar più lunga di quella attuale e il prolungamento di almeno 2 ore al coprifuoco.

Sebbene il Ministero della Salute sia ancora cauto sul ritorno alla normalità per il Natale, i presidenti delle regioni vogliono che commercianti e ristoratori possano avere una boccata d'ossigeno sotto le festività: si pensa ad un reintegro del servizio al tavolo e la riapertura di alcuni esercizi commerciali anche se ci si trova in zona arancione, compreso il reintegro delle riaperture dei centri commerciali nei fine settimana.

Inoltre, per quanto riguarda pranzi e cene a casa, più che a degli obblighi si pensa a delle raccomandazioni, volte a tutelare la salute delle persone più fragili.

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