Massimo Cacciari si augura che presto anche i dipendenti pubblici comincino a pagare la crisi economica provocata dal Coronavirus. Ospite di Piazzapulita nella serata di giovedì 5 novembre per discutere anche dell’ultimo Dpcm del governo, il filosofo non cita direttamente gli stipendi pubblici. Cacciari però denuncia il fatto che, fino a questo momento, le conseguenze economiche della pandemia siano ricadute solo sulle categorie meno garantite. Per questo, rivolgendosi ai “colleghi dello Stato e del parastato”, profetizza che “prima o dopo arriveranno a voi”, augurandosi che questo accada “presto”.

Massimo Cacciari boccia il Dpcm del governo: ‘È tutto casual’

Formigli domanda a Cacciari se ha capito quale sia la strategia del governo contro la pandemia e se si sente rassicurato, capisce e condivide la linea governativa. “La strategia è semplicemente quella di tentare in tutti i modi di tenere la gente a casa, cercando di passare per la linea di minore resistenza”, replica secco il filosofo. Il criterio utilizzato, obietta, “è tutto casual. Non mi intendo di virus ma mi intendo di logica. Quindi sono chiaramente interventi che non hanno alcuna logicità". Secondo il professore, la questione è quella di “vedere quali sono i passaggi di minor resistenza per tenere il più possibile la gente a casa”.

Cacciari: ‘Aiutare categorie più colpite o Paese scoppia’

Subito dopo, Cacciari comincia a perdere la pazienza. “Ripeto per la milionesima volta, di questa cosa non me ne frega più niente discutere, perché è palese l’illogicità di tre quarti di questi provvedimenti”. La questione importante “se vogliamo evitare catastrofi sociali”, secondo il filosofo è “che ci siano dei provvedimenti di aiuto e di sostegno alle categorie più colpite che sono metà di questo Paese.

Interventi mirati, precisi, rapidi - prosegue - senza passaggi bancari e burocratici. Altrimenti questo è un Paese che scoppia”, avverte.

‘Arriveranno a voi con criteri egualitari’

Secondo Cacciari, infatti, “non è possibile tenere la gente a 700 euro al mese, o a zero euro al mese, milioni di persone, aumentando i disoccupati”.

È in questo momento che Cacciari si rivolge alle categorie di lavoratori più garantite come la sua. “Noi forse non ce ne rendiamo conto perché siamo ancora ben protetti - lancia l’allarme - ma, voglio dire anche ai miei colleghi dello Stato e del parastato, guardate che prima o dopo arriveranno a voi, per forza. E io spero che ci arrivino presto e con criteri egualitari. Perché è del tutto impossibile, impraticabile, intollerabile, che questa crisi la paghi soltanto metà della popolazione italiana”.

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