La diffusione delle varianti del Coronavirus in Italia preoccupa il governo Draghi. Tanto da indurre il presidente del Consiglio e i suoi ministri a fissare una soglia critica di contagi oltre la quale adottare misure di contenimento ancora più restrittive di quelle attuali. Lo rivela il Corriere della Sera, secondo il quale Mario Draghi e i suoi collaboratori, durante una riunione riservata tenuta martedì scorso, avrebbero fissato questa soglia ai 40mila casi al giorno. Possibile dunque il ricorso ad un coprifuoco anticipato, l’imposizione di ulteriori limitazioni agli spostamenti e nuove chiusure di attività.

Per il momento, invece, non si prospetta ancora un lockdown nazionale.

Riunione del governo Draghi: preoccupano le varianti del coronavirus

Come riportato dal Corriere della Sera, dunque, martedì scorso si sarebbe tenuta una riunione riservata del governo Draghi. Sul tavolo ci sarebbe l’ipotesi di adottare ulteriori restrizioni per cercare di arginare la diffusione delle varianti del coronavirus. Negli ultimi giorni, infatti, i casi giornalieri di infezione sono aumentati notevolmente, fino ad arrivare ai 20mila di ieri, e diverse parti d’Italia sono finite in zona arancione rinforzata o rossa. Venerdì prossimo, poi, dopo l’analisi dell’Istituto superiore di sanità, altre Regioni potrebbero finire in rosso.

A rischio ci sono anche Lombardia, Campania, Piemonte ed Emilia-Romagna.

Nessuna conferma sull’ipotesi di un lockdown generalizzato

A preoccupare più di tutto il governo Draghi e gli esperti che lo coadiuvano sarebbe la capacità di diffusione della variante inglese del coronavirus. Ed è proprio durante la riunione di martedì che si sarebbe stabilita la soglia critica di contagi giornalieri oltre la quale dovrebbero scattare nuovi divieti e restrizioni: 40mila casi.

Il nuovo Dpcm appena approvato, in vigore da sabato 6 marzo, potrebbe non essere sufficiente ad arginare la pandemia. E allora che fare? L’ipotesi di un lockdown nazionale non sembra essere entrata per il momento nell’agenda politica di Draghi.

Le nuove possibili misure restrittive anti coronavirus

Altre misure contenitive, invece, sembrano più praticabili.

Come ad esempio l’ipotesi di un coprifuoco anticipato, che scatterebbe quindi prima delle ore 22. Ma non sono neanche escluse, riporta il quotidiano milanese, “ulteriori limitazioni agli spostamenti delle persone”. Intanto, nella giornata di venerdì 5 marzo, è atteso il risultato del nuovo monitoraggio dell’Iss. L’indice Rt nazionale potrebbe salire sopra la soglia di 1, con l’inevitabile passaggio di diverse Regioni in zona arancione o rossa. Nuove restrizioni potrebbero dunque riguardare la chiusura delle scuole, il divieto di spostarsi se non per ragioni di necessità, la chiusura di bar, ristoranti e attività commerciali.

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