Le aspergillosi sono una serie di infezioni micotiche causate da miceti o funghi (muffe) del genere Aspergillus. La trasmissione delle spore fungine all'uomo avviene prevalentemente per via inalatoria. Queste muffe sono presenti in impianti di area condizionata o in altri contesti ospedalieri o domestici ricchi di umidità. Spesso causano infezioni innocue ma, in presenza di comorbidità quali infezioni da HIV, neutropenia cronica, immunodeficienza congenita o in pazienti sottoposti a trapianti o in terapia con steroidi o immunosoppressori, possono rappresentare una importante causa di mortalità.

In questi casi, una diagnosi precoce e una terapia adeguata possono essere determinanti.

Le aspergillosi, varie forme vari destini

Esistono varie forme di infezioni da aspergillosi, quella più grave è la “forma invasiva” (200 mila casi/anno in tutto il mondo) che, diffondendosi nell’organismo, può attaccare il sistema nervoso centrale, l’apparato cardiovascolare oltre alle stesse vie respiratorie, a partire dal polmone. La “forma cronica” (400 mila casi/anno) causa aspergillosi polmonare e otomicosi (infezione del canale uditivo esterno) mentre la forma più diffusa, oltre 4 milioni di soggetti colpiti ogni anno, è la “forma allergica” che può dare sinusiti e broncopolmoniti. La forma cronica e quella allergica non sono letali.

La forma invasiva è la più grave, ma viene spesso trascurata. In soggetti vulnerabili, con un sistema immunitario compromesso, può rappresentare un rischio elevato. Ora arrivano le nuove linee guida della IDSA (Infectious Diseases Society of America), la Società delle Malattie Infettive dell’America. Sono state pubblicate su Journal Clinical Infectious Diseases, e forniscono indicazioni su diagnosi precoce e terapie da adottare in caso di infezione da aspergillus, a partire dalla forma invasiva. Sono un aggiornamento della versione precedente, del 2008.

Thomas Patterson, autore principale di queste linee guida, capo della Divisione di Malattie Infettive e professore di medicina presso la University of Texas Health Science Center, San Antonio (US), ritiene che queste procedure aggiornate siano importanti per la gestione di queste infezioni, potendo così i pazientibeneficiare di diverse opzioni terapeutiche oltre a suggerire ai sanitari, in fase di diagnosi, un approccio multidisciplinare per arrivare ad una corretta diagnosi in termini rapidi.

Le terapie contro le infezioni da aspergillus

Le line guida appena pubblicate danno indicazioni su diagnosi e terapia per le tre forme di aspergillosi, allergica, cronica e invasiva, sottolineando che quest’ultima è particolarmente pericolosa, con un indice di mortalità superiore al 40%, fino all’80%. Ora sono disponibili test del sangue (riconoscimento immunologico di specifici antigeni) e analisi per immagine tramite la tomografia computerizzata (TC), che evitano indagini più invasive (biopsie) usate in precedenza e responsabili, a volte, di diagnosi fatte troppo tardi.

L’aspergillosi invasiva colpisce il 3-7% dei pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo, tra 1,5-4 dei trapiantati di fegato, il 10% nei trapiantati di polmone e 14% dei pazienti sottoposti a trapianto di cuore o con malattie onco-ematologiche.

In quanto alle terapie, ne esistono di nuove, più efficaci e meglio tollerate che si affiancano a quelle tradizionali, sempre valide anche se con schemi di trattamento aggiornati. Queste comprendono isavuconazolo e posaconazolo e, in pazienti ad elevato rischio, sono raccomandate terapie in combinazione con voriconazolo e una delle echinocandine.

Sempre per i pazienti ad elevato rischio, le linee guida raccomandano l’uso di antifungini come profilassi, oltre ad accorgimenti come l’uso di filtri (camere con aria a flusso laminare) e altro, per prevenire il contatto con questi funghi.