Ad inizio stagione 2017 sono state molte le parole spese in merito ai risultati che l’arrivo di Lorenzo in Ducati e iannone in Suzuki avrebbero comportato.

Lorenzo avrebbe dovuto rappresentare la punta di diamante in Ducati, con la sua indiscussa precisione e velocità avrebbe dovuto colmare quel piccolo gap che ancora divideva la Desmosedici da Honda e Yamaha, Lorenzo avrebbe semplicemente messo in pista quel che sa fare e il resto sarebbe venuto da solo.

Dall’altra parte Iannone che era in odore di rinnovo con Ducati prima di commettere errori macroscopici, approdò a Suzuki con la netta sensazione di poter fare la differenza; le sue dichiarazioni iniziali circa il telaio quasi perfetto della moto giapponese e dei pochi affinamenti necessari ad elettronica e motore per raggiungere il top, sembravano far presagire una sua stagione spumeggiante, quantomeno al livello di quanto aveva mostrato nel 2016 con Ducati.

Un bilancio decisamente deludente

In Ducati la principale differenza è stata quella di non commettere l’errore di sostituire entrambe i piloti come invece avvenuto in Suzuki. Dovizioso con la sua esperienza sulla Desmosedici è un preziosissimo punto di riferimento per capire a che livello è lo sviluppo tecnico e Lorenzo anche da questo può intuire dove lavorare per poter tornare ai suoi livelli di sempre.

Di certo nessuno si sognerebbe di dire che la Desmosedici non è abbastanza competitiva al momento.

Suzuki invece ha commesso l’errore apparentemente ingiustificabile di sostituire entrambe i piloti, scelta che ha portato la casa giapponese ad una situazione di stallo tecnico senza precisi riferimenti in pista. Se si fosse mantenuto uno dei due precedenti piloti sarebbe stato più semplice valutare la natura dei problemi di quest’anno mentre in questo momento il team di Davide Brivio brancola nel buio con rumors che parlano già di separazione tra il pilota di Vasto e la casa di Hamamatsu.

In casa Ducati Lorenzo sta decisamente soffrendo e questo è innegabile anche per sua stessa ammissione, Jorge però sta anche condividendo una mole di informazioni importanti per Dall’Igna, fondamentali per cercare di capire come evolvere la ciclistica in modo da permettere al campione maiorchino di tornare al top.

Le qualità di Iannone come collaudatore sono ancora da verificare

In Suzuki Iannone non può fare granchè in quella direzione venendo lui da una motocicletta, quella di Borgo Panigale, con una filosofia e approccio completamente diversi e incompatibili con il progetto Suzuki.

Inoltre le qualità di Iannone come collaudatore sono ancora da verificare quindi la mancanza di uno dei due piloti che avevano seguito lo sviluppo precedentemente rappresenta un vero macigno, se qualche testa dovesse saltare in Suzuki dovrebbe forse essere quella che ha deciso questa strategia.

La seconda parte del campionato che ripartirà ad Agosto a Brno sarà cruciale per questi due piloti, personaggi tanto diversi tra loro ma con in comune enormi difficoltà di adattamento al carattere delle loro moto, difficoltà che se non verranno risolte a breve porteranno a cambiamenti drastici non indolore che potrebbero riservare delle sorprese importanti anche prima della fine del campionato 2017.

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