Sabato scorso vi avevamo dato notizia dell'imminente scadenza per la presentazione delle domande di tutor sportivo nell'ambito del progetto organizzato dal MIUR e dal CONI denominato "sport di classe".

Il progetto è già giunto alla sua terza edizione e molti dei professionisti che hanno aderito al bando negli anni precedenti evidenziano quelle che, a loro modo di vedere, ne rappresentano le principali criticità.

Sport di classe: cosa non funziona secondo i professionisti delle scienze motorie

I laureati in scienze motorie, pur condividendo in pieno lo spirito generale dell'iniziativa, vale a dire quello di promuovere efficacemente la pratica sportiva fin dalla Scuola primaria, costruendo, secondo la nota locuzione latina delle Satire di Giovenale, una mens sana in corpore sano, ritengono che, nell'applicazione pratica, il progetto risulti deficitario sotto molti aspetti e che, soprattutto, non tuteli a pieno la dignità professionale dei professionisti delle scienze motorie.

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In particolare secondo gli iscritti dei molti dei gruppi facebook dedicati alle scienze motorie o, ancor più specificamente, a "Sport di classe", il progetto presenta i seguenti aspetti critici:

- Il numero delle ore per classe risulta spesso insufficiente rispetto agli obiettivi programmati;

- Il progetto dovrebbe essere esteso a tutte le classi e non riguardare esclusivamente le classi terminali;

- Il compenso orario di 15 euro non è sufficiente e commisurato rispetto all'impegno richiesto;

- L'attività svolta non garantisce una copertura contributiva ai fini pensionistici e non viene adeguatamente riconosciuta in termini di punteggio per chi aspira a lavorare nel mondo della scuola;

- Il tipo di contratto stipulato con il CONI non garantisce tutele adeguate;

Per i professionisti delle scienze motorie l'unico strumento realmente efficace per garantire il recupero del gap del nostro paese sulla promozione dell'educazione fisica e della pratica sportiva rispetto agli altri Paesi europei sarebbe l'introduzione, nelle dotazioni organiche di diritto della scuola primaria, del docente laureato specialista in scienze motorie. Solo in questo modo la scuola potrebbe prefiggersi obiettivi più ambiziosi, fissando livelli minimi di prestazioni e capacità da raggiungere.

Professionisti scienze motorie protestano contro bando sport di classe
Professionisti scienze motorie protestano contro bando sport di classe

Per questo propongono azioni coordinate, anche attraverso il CISM (Comitato italiano scienze motorie) intese ad ottenere una riforma del progetto. C'è perfino chi propone di non presentare domanda di adesione come forma di protesta.

C'è però, anche, chi sottolinea che il progetto, benchè non rappresenti una soluzione definitiva ed esaustiva al problema della promozione dell'attività sportiva e dell'educazione fisica in Italia è comunque un'iniziativa che, nella sua capillarità, "smuove le acque" per una maggiore sensibilizzazione sul tema e che, al tempo stesso, rappresenta per molti giovani un modo per fare esperienza, per conoscere il mondo della scuola dall'interno e, in molti casi, per fare promozione ed avvicinare i bambini al mondo dello sport.

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Ad onor del vero, peraltro, tra le novità del progetto di quest'anno vi è anche un incremento delle ore previste per classe, nonchè la possibilità di un'estensione delle attività progettuali anche alle classi prime, seconde e terze, nelle regioni che possono beneficiare dei fondi strutturali del progetto PON "Per la scuola" 2014-20.

Il legislatore inoltre, nella riforma denominata "Buona Scuola", contenuta nelle L.107/15, ha individuato tra gli obiettivi formativi prioritari che le scuole devono perseguire, facendo ricorso all'organico dell'autonomia, anche il "potenziamento delle discipline motorie e lo sviluppo di comportamenti ispirati a uno stile di vita sano, con particolare riferimento all’alimentazione, all’educazione fisica e allo sport, e attenzione alla tutela del diritto allo studio degli studenti praticanti attività sportiva agonistica".

Si tratta quindi di un cammino iniziato e, di certo, non ancora concluso verso un obiettivo che tutti i professionisti ed amanti dello sport, ciascuno per la propria parte di competenza, devono impegnarsi a raggiungere, anche facendo, se necessario, autocritica rispetto ad una rappresentazione spesso distorta dell'educazione fisica come ora di disimpegno e mero svago dall'attività curricolare e di studio.

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