Chris Eubank jr torna sul trono mondiale IBO dei pesi supermedi. Nel match disputato alla Greenwich Arena ha battuto ai punti con verdetto unanime James DeGale, apparso logoro e non all'altezza della sfida. Un combattimento nel complesso deludente e quasi a senso unico in favore del pugile del Sussex che si riprende dunque la corona che aveva perso un anno fa, quando era stato battuto ai punti da George Groves. Il titolo era poi rimasto vacante fino a ieri sera. Nella stessa riunione, Joe Joyce ha mantenuto il titolo del Commonweath dei pesi massimi mettendo k.o Bermane Stiverne che ormai è soltanto l'ombra dell'atleta capace di vincere nel 2014 il titolo mondiale WBC e di resistere 12 riprese a Deontay Wilder nel combattimento che aveva consegnato al Bronze Bomber la cintura iridata.
Eubank jr vs DeGale, match senza storia
Ad essere sinceri, Chris Eubank avrebbe potuto finire il combattimento già nella seconda ripresa quando al termine di una feroce combinazione ha visto il suo avversario cadere all'angolo. Nella circostanza, però, non è stato capace di chiudere permettendo a DeGale di riprendere lucidità. Quest'ultimo è riuscito a venir fuori nel quarto round, piazzando qualche buon colpo, ma tutto sommato il match non è uscito dai piani bassi della mediocrità. Eubank ha vivacchiato, il maggior numero di colpi messi a segno gli ha permesso di essere in vantaggio nei cartellini dei giudici a metà combattimento. Discreta la settima ripresa, dove DeGale riesce ad andare a segno con il jab e tiene a distanza un avversario che, perà, rimerge nel finale con un paio di buoni ganci che vanno a bersaglio.
DeGale gli mostra la lingua, ma è chiaramente in affanno. Il prosieguo del match sembra solo un'attesa del colpo risolutore di Eubank che potrebbe arrivare nel 10° round, quando l'avversario va knock down per la seconda volta. Si rialza cercando di attingere le forze dal proprio orgoglio, lo stesso che gli consente di chiudere in piedi il combattimento anche se i cartellini dei tre giudici parlano chiarissimo (114-112, 115-112 e 117-109) in favore di Chris Eubank. "Sto arrivando per tutte le altre cinture dei supermedi o dei pesi medi", ha dichiarato il vincitore che in merito all'incontro ha espresso enorme soddisfazione. "Ho dominato ogni singolo round, la gente diceva che mi avrebbero tagliato la testa stasera, ma credo di aver dato una risposta.
Il match è andato come volevo, il mio piano ha funzionato".
Il triste tramonto di Stiverne
Bermane Stiverne avrebbe fatto bene a chiudere la sua carriera nel 2015, dopo la sua sconfitta ai punti con Deontay Wilder. Del resto aveva avuto la soddisfazione di vestire, anche se per poco tempo, la cintura più prestigiosa, quella di campione del mondo dei pesi massimi versione WBC ed aveva resistito, unico pugile in quel momento, alla devastante potenza dell'attuale campione. In effetti sembrava aver appeso i guantoni al chiodo nel novembre dell'anno suddetto, dopo un successo ai punti contro il modesto Derric Rossy certamente poco esaltante. Nel 2017 la scelta, certamente ben pagata, di affrontare nuovamente Wilder che lo aveva umiliato e punito severamente quasi allo scadere della campana della prima ripresa.
Il match di ieri sera contro Joe Joyce, pugile maturo (33 anni) nonostante i pochi match da professionista (era l'ottavo della carriera) e tutt'altro che stellare ha sancito probabilmente la fine ingloriosa della carriera del 40enne haitiano naturalizzato canadese che è andato giù alla sesta ripresa dopo aver già rischiato il k.o nella terza. Poca mobilità, qualche colpo, un pizzico d'orgoglio ma null'altro da opporre ad un avversario tutto sommato grezzo che sarebbe stato più che alla sua portata qualche anno addietro. Sono combattimenti che non fanno bene alla boxe e ci auguriamo che Stiverne abbia compreso che è davvero il momento di calare il sipario.