Anthony Joshua si riprende con pieno merito i titoli mondiali dei pesi massimi versione Super WBA, IBO, IBF e WBO. La battaglia delle dune che ha portato per la prima volta la grande Boxe in Arabia Saudita si è risolta con una nitida vittoria ai punti con verdetto unanime da parte del britannico che ha messo a nudo tutti i limiti tecnici di Andy Ruiz. Il californiano resta un pugile indomito e coraggioso, ma dinanzi alla mobilità di Joshua, al suo jab ed a colpi di rimessa veloci ed efficaci, ha dovuto alzare bandiera bianca.

Un match 'segnato' sin dalla prima ripresa

Joshua è il primo a fare il suo ingresso sul ring, accolto dal boato di tantissimi tifosi britannici. Il suo sguardo è freddo e non tradisce la minima emozione. Il campione, come da costume, entra sul ring per ultimo e tra il pubblico si avverte qualche fischio: evidentemente i tifosi di Joshua sono in maggioranza. Nella prima ripresa c'è una fase di studio prolungata in cui Ruiz tiene il centro del ring mentre mentre Joshua prova a pizzicare con il jab ed entrare con il destro.

Verso la fine un gancio di AJ colpisce il campione del mondo all'arcata sopraccigliare che inizia a sanguinare. La prima ripresa è certamente per il britannico così come le altre due, caratterizzate dalla prepotente superiorità tecnica del pugile di Watford. Nella quarta ripresa c'è l'unico momento di difficoltà di Joshua, quando Ruiz accorcia improvvisamente la distanza e va a segno con un sinistro violento che fa vacillare l'avversario, circostanza dalla quale AJ riesce comunque a salvarsi.

Quando i due combattenti rientrano al centro del quadrato, Joshua dimostra di aver recuperato molto bene dall'unico serio colpo incassato e riprende la sua danza: il suo jab è una costante così come colpi di rimessa che non sono potenti, ma certamente utili a guadagnare ulteriori punti.

Joshua danza e punge, il campione in difficoltà

Nel sesto round Ruiz tenta ancora di avvicinarsi e fa partire un buon gancio, Joshua replica con il destro e gli sorride come per dire che deve fare di più.

AJ sta mettendo l'incontro sul piano della tecnica e fino a questo momento, se si esclude la quarta ripresa, sta dominando il combattimento. Ancora un gancio sinistro di Joshua va a segno, il californiano però si dimostra un buon incassatore e non batte ciglio. Superata la metà del combattimento Ruiz appare in netta difficoltà ed inizia a comprendere di aver bisogno del colpo risolutore per cambiare l'inerzia della serata. Joshua, però, continua a danzargli intorno e va a segno con un gancio destro e con altri colpi che gli consentono di mettere in 'borsa' anche il settimo round.

Ruiz tenta il tutto per tutto, ma la tattica di AJ è vincente

All'inizio dell'ottava ripresa Ruiz tenta il tutto per tutto, il diretto sinistro entra nella guardia di Joshua così come il gancio mancino raddoppiato dal destro. Sull'altro fronte c'è però un pugile ben diverso da quello del Madison, lo sfidante non batte ciglio e, sebbene alla fine dovrà concedere il round all'avversario, resta saldamente avanti nei cartellini dei giudici. Negli altri round assistiamo alla disperata azione di un uomo che è consapevole di come il suo sogno stia per svanire: la sua unica consapevolezza visto che del match continua a capirne ben poco e non ha alcuna soluzione tattica rispetto a quella di accorciare la distanza, almeno ci tenta, e cercare di colpire in maniera disordinata Joshua che sembra davvero al top dal punto di vista fisico.

Quando suona la campana dell'ultima ripresa, Ruiz tenta il colpo della disperazione e finisce per scoprirsi, così gli arriva un potente gancio destro che lo fa barcollare. Joshua continua a giragli intorno come farebbe il gatto con un topolino, lo punzecchia, lo irride e lo colpisce: dal punto di vista tecnico è una lezione durissima. Il combattimento termina così nello stesso modo in cui è iniziato, Joshua alza le braccia in segno di esultanza all'ultima campana, non ha bisogno del verdetto dei giudici che, come previsto, è unanime: 118-110, 119-111, 118-110 che ci stanno tutti.

Il sottoclou: pari tra Povetkin ed Hunter, Hrgovic distrugge Molina, vittoria ai punti per Dillian Whyte

Finisce in parità il combattimento tra Alexander Povetkin e Michael Hunter, risultato che illustra un match decisamente equilibrato dove nessuno dei due pugili è riuscito nitidamente a prevalere sull'altro. Buona partenza di Hunter con il ritorno del russo certamente più preciso nella fase centrale del match e capace di recuperare lo svantaggio in termini di punti. Ottimi colpi da entrambi i combattenti e la parità assoluta testimoniata anche dai cartellini dei giudici: due punti ad Hunter nel primo, due a Povetkin nel secondo (entrambi 115-113) e pari il terzo (114-114).

Tra i match più attesi del sottoclou quello che vedeva Dillian Whyte opposto al polacco Mariusz Wach. Il peso massimo britannico ha vinto per verdetto unanime al termine di 10 round poco esaltanti, dove è riuscito in ogni caso a piazzare il maggior numero di colpi. Discreta prestazione, comunque, per il polacco che almeno in un paio di riprese ha messo in difficoltà l'avversario. Match a senso unico, invece, quello che ha visto sul ring Filip Hrgovic opposto al maturo Eric Molina con in palio la cintura internazionale WBC dei pesi massimi: ha vinto il croato per k.o alla terza ripresa dopo che Molina era già finito al tappeto due volte nel secondo round.

Per quanto riguarda gli altri incontri, il 19enne peso piuma britannico Ivan 'Hopey' Price ha battuto per k.o in tre round il tanzaniano Swedi Mohamed in un match che si disputava sulla distanza delle 4 riprese. Rapidi k.o per il supermedio Diego Pacheco e per il massimo Mahammadrasul Majidov, rispettivamente alla prima ed alla seconda ripresa contro Selemani Saidi e Tom Little. Infine i due match tra i pesi leggeri: Majid Al Naqbi ha battuto Ilia Beruashvili per k.o alla terza ripresa mentre l'idolo di casa, il saudita Zuhayr Al Qahtani ha superato nettamente ai punti in otto round per verdetto unanime il britannico Omar Dusary.

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