Novak Djokovic inizia a carburare, se è afflitto da qualche problema fisico, peraltro già palesato in quel di New York, nessuno si è accorto dal modo in cui si è sbarazzato dell'ostico Tennys Sandgren negli ottavi di finale del Masters di Cincinnati. Il serbo ha vinto in maniera autorevole e perentoria, rispondendo dunque a Daniil Medvedev che nel pomeriggio statunitense si era sbarazzato agevolmente di Aljaz Bedene. Se tutto va come da pronostico, i due si incontreranno in semifinale, anche se i pronostici in questo torneo che passerà alla storia come quello della ripresa del circuito Atp dopo la pandemia si stanno rivelando invero difficili.

Nel corso del day-4 ci sono state altre due vittime illustri: il primo è stato David Goffin battuto da Jan-Lennard Struff, il secondo è, purtroppo, il nostro Matteo Berrettini che si è inchinato a Reilly Opelka.

Nole senza alcun patema

Pronti, via ed è subito break per Djokovic che nel primo gioco del match va a strappare il servizio a Sandgren ai vantaggi. Si procede poi secondo i turni di battuta fino al settimo game, quando lo statunitense perde nuovamente il servizio e resta a 30 dinanzi al numero 1 del mondo che si porta sul 5-2 e va a servire per il set. L'orgoglio di Tennys rende più lungo del previsto l'ottavo gioco, Nole lo chiude soltanto ai vantaggi, ma l'impressione è che la strada sia spianata e che gli imbarazzi provati a tratti dal 17 volte vincitore di Slam contro Berankins nel match d'esordio siano stati dovuti alla lunga inattività e ai mesi difficili vissuti dopo il discusso Adria Tour.

Così come nel primo set, infatti, Djokovic apre le danze con un break che si rivelerà decisivo nei computo dei 10 games disputati, il fuoriclasse serbo lo porta a casa con lo score di 6-4 e questo gli garantisce il quarto di finale contro il sorprendente Struff. Il 30enne tedesco, dopo aver fatto fuori De Minaur e Shapovalov, ha riservato lo stesso trattamento a Goffin battuto in tre set con lo score di 6-4 3-6 6-4.

Berrettini non 'gira'

Il match d'esordio contro il finlandese Emil Ruusuvuori aveva già mostrato un Matteo Berrettini fin troppo imballato e macchinoso che, alla fine, aveva però trovato la lucidità necessaria per cogliere i punti decisivi e andare avanti. Con tutto il rispetto per il giovane scandinavo, Reilly Opelka è un'altra cosa e se non lo si affronta in condizioni fisiche accettabili si finisce per rischiare grosso.

Berrettini, questo Berrettini e non certamente quello della passata stagione (almeno non ancora, ndr) ha fatto quello che ha potuto contro il gigantesco tennista del Michigan: è stata una battaglia a suon di aces stravinta dallo statunitense che ne ha messi a terra 19 con l'87% di punti vinti su primo servizio. Decisivo in suo favore il break conquistato al primo set che gli ha permesso di allungare 5-3 e di servire per il parziale, set chiuso come un pescecane sulla preda lasciando a zero Berrettini. Punto a punto il secondo parziale e ribadiamo che Berrettini in condizioni migliori avrebbe potuto sovvertire l'esito del confronto, ma tutto quello che è riuscito a fare è stato di prolungarlo al tie-break dove Opelka ha chiuso 7-4.

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Matteo saluta dunque il torneo e con lui scompare l'ultimo residuo della rappresentanza italiana, resta ovviamente a New York dove può iniziare a pensare agli Us Open. Lo scorso anno giunse in semifinale, quest'anno siamo meno ottimisti.

Bautista Agut vince la sfida con Khachanov

Di Medvedev e del mondo assolutamente ordinario con cui ha superato l'ostacolo Bedene abbiamo già detto, il giovane moscovita ha vinto lo scorso anno a Cincinnati il primo Masters 1000 della sua carriera battendo Goffin in finale, ma soprattutto Djokovic in semifinale e visto che il tabellone 2020 potrebbe rimetterli di fronte nel penultimo atto del torneo, sogna certamente il bis. Chi lo scorso anno aveva subito un'inattesa eliminazione nei quarti a opera di Richard Gasquet era stato Roberto Bautista Agut, quest'anno lo spagnolo ci riprova e ha già staccato il biglietto per il turno in cui gli fu sbarrata la strada nel 2019, superando in tre set Karen Khachanov (4-6 6-3 6-2).

Il suo avversario sarà Medvedev, ostacolo durissimo con un pronostico che non lo favorisce, ma l'effetto sorpresa finora è stato la chiave di volta del torneo, chissà che il 32enne di Castellón de la Plana non ci stupisca come fece lo scorso anno a Wimbledon, quando si guadagnò la semifinale.