La calda estate del Tennis rischia si trasformarsi in una sorta di 'guerra interna' al Player Council, il consiglio dei giocatori. La apre formalmente Novak Djokovic, poche ore prima della finale che gli ha consentito di vincere per la seconda volta in carriera gli Open di Cincinnati battendo in finale Milos Raonic. Il numero 1 del mondo ha ufficializzato le sue dimissioni dal vertice del consiglio annunciando nel contempo la creazione di una nuova associazione di giocatori, ma la sua azione ha registrato diversi pareri contrari. Certamente importanti quelli dei suoi grandi rivali sul campo, Rafa Nadal e Roger Federer.

Lo spagnolo ha espresso in un tweet la sua opinione non propriamente positiva sull'azione di Nole, il tweet è stato condiviso dal 20 volte vincitore di Slam.

Nel tweet Nadal ha sottolineato come questo sia "il momento di stare calmi e lavorare in un'unica direzione", dal suo punto di vista, in questa fase difficile per tutto il mondo e non solo quello dello sport, "i tennisti devono cercare unità e non separazione perché siamo di fronte a un problema più grande, separarci non è una soluzione" e Federer si è dichiarato d'accordo.

Nadal e Federer sono inoltre tra i firmatari di una lettera rivolta a tutti i componenti del consiglio che reca anche le firme di Anderson, Melzer, Querrey e del doppista Bruno Soares.

Djokovic: 'Il mio unico interesse è il futuro del tennis'

La proposta di Djokovic ha invece trovato la sponda di altri due componenti del consiglio, Vasek Pospisil e John Isner.

"Il mio unico interesse - scrive il leader del ranking - è la sostenibilità e il futuro del tennis. Abbiamo provato a presentare gli interessi dei giocatori all'interno dell’Atp e direttamente con gli Slam. Anche se ero il numero 1 del mondo, ci hanno sbattuto la porta in faccia". La contromossa dei 'ribelli' è stata dunque quella di cercare supporto legale nel noto studio Norton Rose, ma anche in questo caso qualunque tentativo di discussione sarebbe stato respinto dalla controparte.

La proposta, a seguito di questi avvenimenti, è dunque quella di "costituire un’associazione per i nostri tennisti che sia in grado di parlare alla Federazione internazionale e ai dirigenti dei tornei". Djokovic specifica che è tutto perfettamente legale e che l'appartenenza a questo nuovo organismo non influirà sullo status Atp dei giocatori".

La lettera del Council

Secondo i rimanenti membri del Council tra cui, appunto, Nadal e Federer "la nuova associazione non può coesistere con l'Atp" e pur rispettando "il diritto all'opinione di ogni giocatore" viene evidenziando a chiare lettere "noi non sosteniamo la formazione della nuova associazione di giocatori". Nella lettera vengono prospettate "conseguenze", ci si chiede ad esempio cosa accadrebbe nel momento in cui i tornei vanno contro i giocatori e vengono elencate una serie di problematiche tecniche e burocratiche.

In primis che la nuova associazione non ha alcun piano dettagliato e, se davvero rappresenta gli interessi del Player Council, ci si chiede perché lo stesso non è stato informato dell'iniziativa. "Cosa succederà al sistema assicurativo e previdenziale dell’Atp? Chi si assumerà la responsabilità di eventuali ricadute negative sulle nostre carriere?", tra le domande dirette che vengono esposte e che, attualmente, non hanno alcuna risposta. Rafa, Roger e gli altri giocatori nell'ultimo passaggio si schierano apertamente con il nuovo presidente Atp, Andrea Gaudenzi perché dal loro punto di vista "la nuova gestione ha un'idea di rinnovamento della governance del tennis". Di contro, "la nuova proposta mette in pericolo la nostra posizione nel Tour".

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