"Un'edizione poco affascinante e, probabilmente, anche poco significativa". Intervistato da Il Foglio, Adriano Panatta si è espresso negativamente sulla prossima edizione dei Us Open che, alla luce della situazione sanitaria, si giocherà senza la presenza del pubblico sugli spalti. La vecchia gloria del Tennis italiano ha definito "folle" la decisione di andare oltre oceano, ma a ogni modo il torneo ci sarà e per la prima volta nella storia di uno Slam ci saranno nove italiani ammessi direttamente nel tabellone principale maschile. Ai nostri tennisti, pertanto, Panatta fa un sincero in bocca al lupo.

'Non esistono le condizioni per scendere serenamente in campo'

"Ognuno è libero di fare come meglio crede", questa la premessa di Adriano Panatta in merito allo svolgimento dei Us Open 2020. Nel contempo, definisce "una follia andare a New York" e lo ribadisce più volte nel corso dell'intervista rilasciata al Foglio. "Secondo me non esistono le condizioni minime per scendere in campo con la giusta serenità". Per la prima volta dopo oltre un decennio si assisterà a un torneo del Grande Slam con la contemporanea assenza di Roger Federer e Rafa Nadal. Il fuoriclasse svizzero sta ancora recuperando dopo il secondo intervento chirurgico al ginocchio destro, mentre il numero 2 del ranking Atp ha preferito non volare negli States rinunciando dunque a difendere il titolo conquistato lo scorso anno.

L'esordio di Nadal dopo la lunga sosta per la pandemia è previsto a Roma, per gli Internazionali d'Italia. Proprio il passaggio in pochi giorni dal cemento americano alla terra europea è stato il principale motivo che ha spinto il maiorchino a rinunciare alla trasferta oltre oceano. "Ha ragione - dice in proposito Panatta - e credo saranno in tanti a non sentirsi al meglio dopo uno stop così lungo.

Ci vuole prudenza in certi casi perché il rischio di infortuni è elevato".

'Terrificante giocare senza pubblico'

Panatta definisce i prossimi Us Open una "probabile edizione poco significativa" perché "nonostante resti un torneo importantissimo, con tante assenze chi partecipa ha più possibilità di andare avanti e il risultato finale potrebbe essere inquinato da questa situazione".

Il favorito è chiaramente il numero uno del mondo, Novak Djokovic. "Lui è molto bravo e sarebbe stato comunque il favorito anche in condizioni normali", dice il vincitore del Roland Garros 1976. Tra le certezze del torneo c'è quella che si giocherà a porte chiuse. "Non si poteva fare altrimenti - commenta - ma lo trovo terrificante. Qualunque sport trova il suo completamento naturale nel pubblico sugli spalti, se sono vuoti e desolati può essere demotivante". Tra le note liete, se visto ovviamente sul versante del tennis italiano, la presenza di nove azzurri nel main draw maschile guidati dal numero 8 Atp, Matteo Berrettini. "Non si entra tra i primi dieci del mondo se non lo si merita e Matteo è un ottimo giocatore, dotato di qualità atletiche e tecniche.

Nel complesso la nostra rappresentanza a New York e molto valida - conclude Panatta - e mi auguro che si faccia rispettare".

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