La scelta di disertare le classiche con il pavè di questa settimana per correre invece la Volta Catalunya e mettere più chilometri nelle gambe, sembra aver dato ragione a Peter Sagan. Il tre volte iridato, in ritardo di preparazione dopo essere rimasto fermo a causa del Covid-19, sta ritrovando un buon colpo di pedale e oggi, 27 marzo, è tornato al successo nella sesta tappa con arrivo a Matarò. Il livello degli avversari non era certo stellare, ma Sagan ha vinto con grande autorevolezza su un traguardo in leggera salita. Nella volata che ha deciso la corsa, il campione della Bora si è fatto largo tra Impey, Molano e Van Rensburg, superati e battuti sul rettilineo finale.

la classifica generale non è cambiata, con Adam Yates che ormai è ad un passo dalla vittoria finale.

Catalunya, fuga a cinque

La sesta e penultima tappa della Volta Catalunya ha presentato un percorso non particolarmente impegnativo, con un po’ di saliscendi, il passaggio dal circuito automobilistico di Barcellona e l’arrivo di Matarò con il rettilineo conclusivo in leggera ascesa. Subito è partita una fuga con cinque corridori: Matej Mohoric (Bahrein Victorius), Harold Tejada (Astana PremierTech), Mattias Jensen Skjelmose (Trek Segafredo), Antoine Duchesne (Groupama FDJ) e Dmitry Strakhov (Gazprom Rusvelo).

Il vantaggio si è attestato intorno ai quattro minuti, con la Bora hansgrohe e il Team DSM tra le squadre più attive nel guidare il gruppo. Il quintetto non ha mai impensierito davvero il plotone, che ha controllato la situazione andando a riprendere l’ultimo dei fuggitivi, Strakhov, a circa 18 km dall’arrivo. In queste fasi si è visto in testa anche Chris Froome, intento a tirare il gruppo in favore dei compagni di squadra.

Vittoria numero 115 per Sagan

Appena raggiunto Strakhov, la corsa si è animata con una serie di attacchi portati dalla Deceuninck Quickstep, sempre molto aggressiva nelle sue strategie. Prima James Knox, quindi Remi Cavagna e infine Josef Cerny hanno provato ad evadere dal gruppo, ma senza successo, con la Bora sempre attenta a non lasciarsi sfuggire l’occasione di portare Peter Sagan allo sprint finale.

Negli ultimi chilometri la Ineos ha guidato le operazioni per tenere in testa Adam Yates, in un avvicinamento allo sprint piuttosto anomalo.

Senza grandi velocisti, se non Sagan, e senza squadre preparate ad aprire la volata, la situazione si è presentata molto convulsa. Joao Almeida ha provato a lanciare lo sprint molto presto, ma ha finito per favorire i corridori alle spalle. Daryl Impey, Sebastian Molano e Janse Van Resnburg si sono allineati in testa, con Peter Sagan che è sembrato per un attimo non trovare più lo spazio necessario per esplodere la sua volata. Lo slovacco si è però fatto largo, passando tra un corridore e l’altro e - una volta avuta strada libera - è andato a vincere facilmente.

Impey ha concluso secondo, davanti a Molano.

Per Sagan è il primo successo stagionale, la vittoria numero 115 della carriera.

La classifica generale non è cambiata: Adam Yates è ancora il padrone della corsa e domani, nella tappa conclusiva di Barcellona, potrebbe confermarsi il podio tutto Ineos fin qui maturato. Yates guida infatti con 45’’ su Porte e 49’’ su Thomas, con Valverde e Kelderman fermi a 1’03’’.

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