Aprilia ha lasciato un segno indelebile nel Gran Premio di Thailandia a Buriram, con Marco Bezzecchi protagonista assoluto e ben quattro RS‑GP nelle prime cinque posizioni al traguardo. Il weekend inaugurale del Mondiale MotoGP 2026 ha confermato la superiorità tecnica della casa di Noale, ma resta da capire se si tratti di un exploit isolato o dell’inizio di una tendenza.
Bezzecchi, continuità e dominio
Marco Bezzecchi ha confermato il suo feeling con la RS‑GP, proseguendo la striscia positiva iniziata con le due vittorie finali del 2025. Il pilota romagnolo ha dimostrato di essere il più competitivo tra test e gara, nonostante i dodici punti persi nella caduta della Sprint.
La sua prestazione a Buriram è stata una prova di forza, ma come lui stesso ha sottolineato, “una rondine non fa primavera”: sarà fondamentale osservare le prossime tappe per valutare la reale consistenza del progetto Aprilia.
Ducati sotto pressione
Il weekend tailandese è stato amaro per Ducati. Marc Márquez, unico riferimento della casa di Borgo Panigale, è stato costretto al ritiro a causa di una foratura a pochi giri dalla fine. Anche Francesco Bagnaia e Álex Márquez non sono riusciti a reagire. La trasferta thailandese è da dimenticare per entrambi, che dovranno trovare un riscatto già tra venti giorni in Brasile.
Aprilia, una minaccia credibile
Il binomio Bezzecchi‑Aprilia si conferma una minaccia concreta per il titolo iridato, soprattutto in attesa del ritorno alla forma migliore di Jorge Martín.
La casa di Noale ha dimostrato di avere un progetto solido e competitivo, capace di mettere in difficoltà la tradizionale supremazia Ducati.
Contesto tecnico e prospettive
Il risultato di Buriram non è un caso isolato: nei test pre‑stagionali Aprilia aveva già mostrato un ritmo impressionante, con Bezzecchi autore del miglior tempo assoluto e Ai Ogura subito alle sue spalle. Ducati, pur mantenendo fiducia nel pacchetto aerodinamico della GP26, ha dovuto fare i conti con cadute e problemi fisici di Márquez, che hanno limitato il lavoro in pista.
La situazione tecnica si fa interessante: Aprilia sembra aver colmato il gap con Ducati, mentre KTM e Honda mostrano progressi, ma restano ancora distanti. Il Mondiale 2026 si apre quindi con un equilibrio inedito e una competizione che promette di essere tra le più combattute degli ultimi anni.