Wout Van Aert ha trionfato nella Parigi-Roubaix 2026, imponendosi in uno sprint decisivo nel velodromo su Tadej Pogacar. Questa vittoria nell'Inferno del Nord segna la sua seconda Classica Monumento, dopo la Milano-Sanremo del 2020. Il corridore belga del team Visma | Lease a Bike ha definito la gara “caotica” ma “la più bella del mondo”, dedicando il successo al compianto compagno di squadra Michael Goolaerts e ai suoi affetti.

Le emozioni e la tenacia del campione

Il 31enne Wout Van Aert ha espresso profonda commozione, definendo la vittoria un obiettivo inseguito dal 2018 e che “significa tutto per me”.

Ha dedicato il successo a Michael Goolaerts, compagno di squadra perso otto anni fa in quella stessa corsa. Riflettendo sulla gara, l'ha descritta come “una giornata molto dura”, segnata da sfortuna ma anche da esperienza. Ha sottolineato la sua tenacia nel non aver mai smesso di credere nell'obiettivo, nonostante le difficoltà, affermando: “Ci ho creduto e finalmente sono stato ripagato”.

Sul finale, Van Aert ha rivelato la soddisfazione di “battere allo sprint il più forte del mondo”, riferendosi a Pogacar. Ha spiegato di aver seguito un piano preciso nel velodromo, un finale che aveva “già provato tante volte” mentalmente, riuscendo questa volta a non essere staccato. Ha concluso ribadendo l'unicità della corsa: “È una corsa caotica, ma tutti quelli che arrivano al traguardo hanno la loro storia ed è per questo che è così bella.

In giornate come questa comunque è la gara più bella del mondo”.

Un epilogo dal forte impatto storico

Il trionfo di Wout Van Aert ha avuto un significativo impatto storico nel mondo del ciclismo. La sua vittoria ha infatti impedito a Tadej Pogacar di conquistare il quinto Monumento consecutivo e ha fermato la corsa di Mathieu van der Poel verso la sua quarta Parigi-Roubaix di fila. Il ciclista belga ha così scritto una pagina indelebile nella storia della classica del pavé, suggellando un duello epico con uno sprint deciso a circa cento metri dal traguardo all’interno del velodromo.