La Lega Serie A ha espresso una ferma reazione alla decisione della Prefettura di Roma di posticipare il derby della Capitale tra Roma e Lazio. Originariamente previsto per domenica alle 12:30, l'incontro è stato spostato a lunedì 18 maggio alle 20:45. Attraverso una nota ufficiale, la Lega ha sollecitato le autorità a revocare tale provvedimento, avvertendo che, in caso contrario, sarà costretta a reagire “in ogni opportuna sede” per tutelare la regolarità della competizione, gli interessi dei tifosi e l'integrità del campionato.
Le motivazioni del rinvio e la posizione della Lega
La decisione della Prefettura è stata motivata da esigenze di ordine pubblico e di gestione della mobilità urbana, in considerazione della concomitanza con la finale degli Internazionali BNL d’Italia, che si terrà al Foro Italico. Tuttavia, la Lega Serie A ha prontamente evidenziato come questo slittamento comprometta un principio fondamentale del calcio italiano: la contemporaneità delle gare nelle ultime due giornate di campionato. Questo principio è considerato cruciale per garantire la massima regolarità e trasparenza nella fase finale della stagione.
Il rinvio del derby Roma-Lazio non avrebbe ripercussioni solo sulla partita in sé, ma coinvolgerebbe indirettamente anche altre quattro sfide decisive per la qualificazione alla Champions League: Pisa-Napoli, Juventus-Fiorentina, Genoa-Milan e Como-Parma.
La Lega ha sottolineato le significative conseguenze logistiche ed economiche che tale modifica comporterebbe per un vasto pubblico, stimato in circa 300.000 tifosi, che si vedrebbero alterati i propri piani e impegni.
Le reazioni e le prospettive future
Di fronte a questa situazione, la Lega Serie A ha evocato la concreta possibilità di presentare un ricorso al Tar del Lazio, qualora la decisione di rinvio non venisse annullata. Sul fronte delle reazioni, il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, ha espresso un'opinione favorevole al posticipo. Sarri ha dichiarato: “Meglio giocare il derby di lunedì. È meglio per tutti e anche per noi che abbiamo 24 ore di riposo in più. Ma anche perché credo che le quattro squadre che si stanno giocando 80 milioni con la Champions non debbano farlo alle 12.30 di domenica.” Questa posizione evidenzia una prospettiva legata sia al benessere della squadra che all'equità sportiva per le squadre impegnate nella corsa europea.
Anche il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha commentato la vicenda, sottolineando le criticità della situazione. Abodi ha affermato: “Quando si arriva a questo punto, già si è persa l’occasione, che ci si ritrovi davanti a un giudice secondo me è il segnale non soltanto di come si è arrivati ma di come si è partiti.” Le sue parole riflettono una preoccupazione più ampia riguardo alla gestione e alla prevenzione di tali controversie nel sistema sportivo.
Il calendario stabilito e la disputa in corso
La Lega Serie A aveva precedentemente ufficializzato il calendario della trentasettesima giornata, fissando il derby della Capitale per domenica alle 12:30, in stretta contemporaneità con tutte le altre partite cruciali per la definizione delle posizioni in Champions League.
Tuttavia, la Prefettura, dopo aver convocato un apposito comitato provinciale per l’ordine pubblico, ha ritenuto incompatibile la disputa del match in contemporanea con la finale di tennis, optando per lo spostamento a lunedì sera. La Lega ha ribadito con forza la propria volontà di mantenere il calendario originariamente stabilito e non ha escluso di adire le “sedi competenti” per tutelare i propri diritti e quelli dei club, qualora le modifiche venissero imposte.