Jannik Sinner, attuale numero uno del tennis mondiale, ha espresso una posizione chiara e decisa durante il Media Day del Roland Garros, in corso a Parigi. Al centro del dibattito, la protesta dei giocatori riguardo al montepremi degli Slam e la percepita mancanza di risposte da parte degli organizzatori.
La posizione di Sinner sul montepremi
“La questione dei premi è stata sollevata da oltre un anno, e a oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Siamo profondamente delusi, in particolare dal Roland Garros e dagli US Open: si tratta di una chiara questione di rispetto”, ha dichiarato Sinner.
Il tennista ha così motivato la scelta dei colleghi di limitare le conferenze stampa a soli 15 minuti. “Capisco chi parla di boicottare, da qualche parte è necessario iniziare a fare sentire la nostra voce”, ha aggiunto. Sinner ha poi rivelato che più di un anno fa, i top 10 giocatori ATP e le top 10 WTA hanno inviato una lettera congiunta, sottolineando come la questione non riguardi solo i tennisti di alta classifica, ma l’intera comunità. “Non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Se una simile iniziativa fosse stata presa dai vertici di un altro sport, avrebbero già ottenuto un incontro”, ha chiosato.
Il campione ha concluso il suo intervento affermando: “Ora non è più solo una questione di soldi, ma anche e soprattutto di rispetto.
Senza di noi, questi tornei non esisterebbero, e ovviamente è grazie a questi eventi che noi tennisti possiamo esprimerci al meglio. Su questo punto sono molto neutrale, ma vedremo cosa accadrà in futuro”.
Il contesto della protesta dei tennisti
La protesta dei giocatori si è concretizzata nella decisione di limitare le conferenze stampa a 15 minuti, escludendo interviste individuali e interazioni con i media ufficiali del torneo. Questa azione è un chiaro segnale di dissenso per la distribuzione del montepremi, ritenuta insufficiente e non proporzionata rispetto agli ingenti ricavi generati dai tornei del Grande Slam.
La direttrice del torneo, Amélie Mauresmo, ha risposto con fermezza alle rivendicazioni: “Non andremo a toccare i nostri premi”, ha dichiarato.
Ha inoltre evidenziato che la dotazione complessiva è già aumentata del 9,5 % rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 61,7 milioni di euro, e che i premi destinati ai vincitori individuali sono cresciuti di 300.000 euro. Nonostante la posizione decisa, Mauresmo ha confermato che sono in corso contatti con i rappresentanti dei giocatori per affrontare la questione.
Le richieste dei giocatori e la posizione degli organizzatori
La protesta, sebbene non un boicottaggio totale, rappresenta una forma di pressione mirata. I giocatori intendono mantenere la limitazione delle conferenze stampa a 15 minuti, evitare interviste singole e non collaborare con i canali ufficiali del torneo. L’obiettivo primario è ottenere un incontro con gli organizzatori e una revisione della politica di distribuzione dei premi.
Attualmente, la quota destinata ai giocatori si attesta al 15 % dei ricavi, mentre la richiesta è di raggiungere una quota del 22 %.
La reazione della direzione del Roland Garros è stata chiara: pur riconoscendo la serietà delle richieste avanzate, Mauresmo ha ribadito che non ci saranno modifiche ai premi per l’edizione in corso. Tuttavia, ha espresso l’auspicio per un dialogo costruttivo tra le parti, al fine di trovare soluzioni future.