La nuova collective bargaining agreement (CBA) della NBA ha innescato una serie di movimenti di mercato che stanno ravvivando antiche rivalità. I Boston Celtics, a causa delle nuove regole finanziarie, hanno ceduto la loro stella Jaylen Brown ai rivali di divisione Philadelphia 76ers. Contemporaneamente, i New York Knicks hanno visto partire il centro Mitchell Robinson, che si è unito proprio ai Celtics, alimentando ulteriormente le tensioni.
Il presidente delle operazioni cestistiche dei Celtics, Brad Stevens, ha motivato la difficile scelta, affermando che "il percorso sembrava più complicato con il 70% del nostro cap e una percentuale così alta di utilizzo legata a due giocatori [Brown e Jayson Tatum]".
Questa mossa ha reso inevitabile la separazione da Jaylen Brown, che due anni fa aveva guidato Boston al titolo e ricevuto il premio di Finals MVP. Lo stesso Brown ha espresso il suo stupore e la sua incertezza riguardo alla decisione, dichiarando: "È una buona domanda. È davvero una buona domanda. Penso che molte persone vorrebbero sentire la risposta. Se la stanno chiedendo adesso. Non lo so". Sui social media, ha aggiunto di essere "ancora in fase di elaborazione di quanto accaduto" e di sentirsi "eccitato e deluso allo stesso tempo".
Le scelte dei Knicks e il caso Mitchell Robinson
Il proprietario dei New York Knicks, James Dolan, ha pubblicamente escluso la possibilità di superare la soglia del secondo apron salariale, una decisione che ha spinto Mitchell Robinson a firmare un contratto triennale da 47,4 milioni di dollari con i Celtics.
Robinson, che ha trascorso otto anni a New York e contribuito alla vittoria di un titolo NBA, ha espresso il suo disappunto sui social media, rivolgendosi a un ex compagno: "F*ck off @jhart yall ain’t want me". Poco prima della free agency, aveva descritto le settimane precedenti come "il momento più bello della mia vita", per poi aggiungere, dopo l'accordo con Boston: "Non vedo l’ora di dimostrare che si sbagliano".
Queste mosse di mercato, imposte dai rigidi limiti della CBA, sono destinate a infiammare ulteriormente le storiche rivalità all'interno della Atlantic Division, in particolare tra Celtics, Sixers e Knicks. La contesa tra Boston e Philadelphia, già la più frequente nei playoff NBA con ventitré incontri, si arricchisce di un nuovo capitolo.
I Sixers, infatti, avevano eliminato i Celtics per la prima volta in oltre quarant'anni in una serie playoff, completando una rimonta da 1-3.
La visione della NBA sul sistema salariale
Il commissioner Adam Silver ha ribadito che la NBA considera il nuovo sistema salariale un successo. Ha affermato che le scelte drastiche delle squadre non sono "certo una conseguenza non voluta", spiegando: "Quando hai un sistema salariale come il nostro, ogni general manager dovrà prendere decisioni miste tra basket e business". Silver ha enfatizzato che l'obiettivo primario è assicurare la competitività a tutte le franchigie, a prescindere dalla dimensione del mercato o dalla disponibilità economica dei proprietari.
A riprova del successo del sistema, ha citato gli otto campioni diversi negli ultimi otto anni, indicando una maggiore parità nel campionato.
Brad Stevens aveva suggerito che, se il salario di Jaylen Brown avesse avuto un impatto minore sul cap in quanto giocatore "cresciuto in casa", i Celtics avrebbero potuto non sentirsi costretti a cederlo. Tuttavia, Adam Silver ha risposto che "la modifica di una persona è la revisione completa del sistema di un'altra", sottolineando la complessità di tali cambiamenti. Nonostante la NBPA possa richiedere modifiche all'accordo nel 2029, la lega appare determinata a mantenere l'attuale impostazione, privilegiando una distribuzione più equa delle risorse e garantendo a ogni squadra la possibilità di competere ai massimi livelli.