Tra undici giorni esatti, e dunque il 24 gennaio 2014, i contribuenti di circa 2.300 Comuni italiani saranno chiamati a regolarizzare la propria posizione versando l’Imu 2014 o Mini-Imu, dovuta da tutti i possessori di immobili che hanno fruito della cancellazione della seconda rata #imu per l’anno d’imposta 2013.



Il 16 gennaio 2014, quindi tra meno di una settimana, sarà invece il turno della Tasi, e attorno alle cifre da pagare si cela ancora il più assoluto mistero.



Come già accaduto a proposito della seconda rata Imu 2013, numerosi contribuenti sono nel caos; centri CAF e commercialisti sono e saranno letteralmente presi d’assalto, facciamo dunque il punto della situazione chiarificando calcoli e conteggi da fare, aliquote e scadenza, evidenziando in ultimo chi e quanto pagherà.



Calcolo Imu 2014, Tasi e Mini-Imu: conteggi da fare, aliquote e scadenze, chi e quanto pagherà – Mini-Imu: l’aliquota del Comune e la differenza dovuta dai contribuenti

La prima cosa da verificare è l’aliquota deliberata dal Comune di residenza; qualora non siano stati introdotti rincari rispetto alla quota del 4 per mille fissata dalla legge, non si dovrà versare nulla; se non si dovessero trovare comunicazioni sul portale del Comune si intende vigente l’aliquota del 2012.



Ad essere interessati dal pagamento del tributo, come già sottolineato, sono tutti i possessori di immobili e relative pertinenze esentati dal pagamento della seconda rata dell’Imu con riferimento all’anno di imposta 2013.



Per quel che concerne il calcolo, è necessario eseguire una doppia operazione:

  1. Verificare quanto si sarebbe dovuto pagare con l’aliquota fissata a norma di legge (4 per mille del valore catastale dell’immobile);
  2. Verificare quanto si deve pagare tenendo conto della nuova aliquota fissata dal Comune (che reca facoltà di incremento sino al 6 per mille).

Nei calcoli bisogna evidentemente tenere presenti tutte le detrazioni considerate per il pagamento Imu 2013, e dunque i 200 euro fissi più 50 euro per ogni figlio sotto i 26 anni.



Ottenuti i due importi non si dovrà fare altro che calcolare la differenza e conteggiare il 40% di quest’ultima; la cifra ottenuta rappresenterà l’esatto importo da dover corrispondere al fisco. Il tributo va pagato mediante modello F24, e online sono presenti numerosi simulatori automatici in grado di verificare la situazione fiscale di ciascun contribuente.

Calcolo Imu 2014, Tasi e Mini-Imu: conteggi da fare, aliquote e scadenze, chi e quanto pagherà – Tasi: aliquote, conteggi e detrazioni

Maggiori incertezze regnano invece attorno alla Tasi; il 16 gennaio 2014 scade la prima rata, ma i Comuni potranno posticiparla. Attualmente le aliquote prima casa sono al 2,5 per mille, mentre quelle sulle seconde case ammontano al 10,6 per mille; da tempo si discute sulla possibilità di incrementare le due quote (rispettivamente al 3,5 e all’11,6 per mille), ma è in piedi una lotta tra Comuni e governo per via del minor gettito sulle prime case che la Tasi garantirà rispetto alla vecchia Imu (la quale prevedeva un massimo del 6 per mille). Il governo vorrebbe garantire alle amministrazioni comunali la possibilità di incrementare le aliquote Tasi solo per garantirgli le risorse atte a predisporre le detrazioni per i ceti meno abbienti, una soluzione (stando alla valutazione degli stessi Comuni) ritenuta non consona a risolvere la situazione in toto.



La battaglia è ancora aperta e nulla è stato deciso.