Il cammino della Juventus in Champions League si complica terribilmente dopo una nuova, maledetta notte madrilena. Il palcoscenico è diverso, è quello del Wanda Metropolitano così come diverso è l'avversario, non è il Real ma l'Atletico Madrid. Ci sono ancora 90' da giocare e due gol al passivo da recuperare, inutile dire che ci vuole un'impresa titanica che per certi versi è superiore a quella che i bianconeri sfiorarono nella passata stagione. Quella di Diego Simeone è una squadra brava a costruire quanto a distruggere: possiede qualità, grinta, esperienza e quel pizzico di 'cattiveria' che non guasta mai a questi livelli: una squadra ad immagine e somiglianza del 'Cholo'.

Superfluo anche sottolineare che il risultato di Madrid non fa una piega, l'Atletico ha meritato di vincere 2-0 e la Juventus è chiamata a far meglio allo Stadium, il prossimo 12 marzo. Sarà la partita più importante della stagione, perché la Champions League è l'obiettivo principale della truppa di Massimiliano Allegri ed un'eliminazione già negli ottavi verrebbe certamente presa male da tutto l'ambiente, anche a fronte di una squadra che, se non accade un cataclisma in Serie A, dovrebbe confermarsi campione d'Italia per l'ottavo anno di fila. Contro la Juventus c'è anche la sua storia, gloriosa e ricca di successi internazionali, ma con un 'neo': le rimonte epiche non hanno mai fatto parte del Dna della Vecchia Signora che non è mai riuscita a recuperare una sconfitta con più di un gol al passivo.

Widzew Lodz e Real Madrid, due imprese sfiorate

Sono due le circostanze in cui i bianconeri sono andati vicinissimi alla grande 'remuntada'. La prima volta fu in Coppa Uefa nella stagione 1980/81, avversari i polacchi del Widzew Lodz nei sedicesimi finale, squadra in cui militava il futuro juventino Zibi Boniek. Il match d'andata in trasferta si chiuse sul 3-1 per Boniek e compagni, al ritorno la Juve sarebbe riuscita a chiudere il match sullo stesso risultato con reti di Tardelli, Furino e Brady prolungando il discorso qualificazione per ulteriori 30' di overtime senza esito.

I calci di rigore, infine, avrebbero premiato il Widzew. La seconda impresa sfiorata è ovviamente freschissima visto che non è trascorso nemmeno un anno, quella con il Real Madrid nella passata edizione della Champions League che poteva davvero riscrivere la storia se consideriamo che i bianconeri per la prima volta erano chiamati a rimontare un pesantissimo passivo casalingo (0-3).

Com'è andata lo ricordiamo tutti, sul 3-0 per gli uomini di Allegri al Bernabeu si gridava già al miracolo calcistico, salvo poi fare i conti con quel contestatissimo rigore in pieno recupero con cui Cristiano Ronaldo avrebbe dato un tremendo dispiacere alla sua futura tifoseria: sarebe finita 1-3 con le merengues dritte in semifinale.

Le mega-rimonte fallite

Ci sono ovviamente altre circostanze in cui la Juventus ha perso all'andata con due gol di scarto e non è riuscita a passare il turno. Iniziamo con la semifinale di Coppa dei Campioni 1967/68, il k.o sul terreno del Benfica per 0-2 con i lusitani che vinceranno anche a Torino, 1-0, al ritorno. Poi sempre in Coppa Campioni, la stagione è quella 1973/74, l'avversaria è la Dinamo Dresda che fa secchi i bianconeri in casa, 2-0, e limita i danni al ritorno perdendo 2-3 al Comunale ed eliminando la formazione campione d'Italia.

Nella Coppa Uefa 1974/75 l'avversario è il Twente che batte la Juve in Olanda, 2-0, e vince anche in trasferta per 1-0. Bruciante l'eliminazione negli ottavi di finale della stagione 1975/76 in Coppa Campioni per mano dei tedeschi del Borussia Moenchengladbach che vincono 2-0 in casa e pareggiano 2-2 sul terreno juventino contro una squadra capace di andare sul 2-0 grazie ai gol di Gori e Bettega. Poi, andando avanti con gli anni, troviamo la sconfitta in casa dell'Anderlecht per 1-3 nel massimo trofeo continentale della stagione 1981/82, ottavi di finale, con il ritorno in Belgio chiuso sull'1-1 e la semifinale di Coppa della Coppe della stagione 1990/91 in cui alla Juve non riesce di rimontare la sconfitta per 1-3 subita sul campo del Barcellona, a Torino la formazione piemontese vince 'soltanto' per 1-0.

In tempi più recenti troviamo lo 0-2 in casa dell'Arsenal, Champions League 2005/2006, con il ritorno che si chiude a reti bianche ed il k.o subito dal Bayern sempre per 0-2 nella Champions 2012/2013 con i bavaresi che espugneranno Torino con il medesimo score.

Le rimonte bianconere

La rimonta di un passivo incassato nel match d'andata è riuscita in 14 occasioni alla Juventus e tutte le volte la squadra torinese aveva perso all'andata con un gol di scarto. Si inizia dalla Coppa dei Campioni 1967/68 (2-3, 1-0 e successo 1-0 anche nella 'bella' contro l'Eintracht Braunschweig) e 1972/73 (0-1 e 3-0 con il Marsiglia). Poi in Coppa Uefa 1974/75 (1-2 e 3-0 con il Viktoria Francoforte), Coppa dei Campioni 1975/76 (1-2 e 2-0 con il CSKA Sofia), Coppa Uefa 1976/77 (0-1 e 2-0 con il Manchester City; 0-1 e 3-0 con il Manchester United), Coppa delle Coppe 1979/80 (0-1 e 3-0 dts con il Beroe), Coppa dei Campioni 1981/82 (0-1 e 2-0 con il Celtic Glasgow), Coppa Uefa 1988/89 (0-1 e 5-0 con l'Otelul Galati) e 1992/93 (1-2 e 3-0 con il Benfica).

Ci sono poi tre rimonte messe a segno contro il Real Madrid in altrettante edizioni della Champions League: 1995/96 (0-1 e 2-0), 2002/2003 (1-2 e 3-1) e 2004/2005 (0-1 e 2-0 dts). Infine la rimonta al Werder Brema nella Champions League 2005/2006 (2-3 e 2-1).