L'ex bianconero Gianluca Vialli, nella rosa della Juventus che ha vinto l'ultima Champions League, nell'intervista rilasciata ad al programma di Rai 2 “Povera Patria”, ha raccontato i trascorsi professionali e alcuni episodi significativi della sua vita. L'attaccante ha iniziato la sua discussione ricordando la militanza nelle fila della Sampdoria. Come riferito da Vialli, il presidente blucerchiato Mantovani 'inculcò' a lui e alla squadra l'idea di poter conquistare trofei anche in un club non considerato top. Questo progetto fece innamorare a tal punto l'intervistato che l'unico pensiero era lottare per raggiungere i traguardi prefissati.

Il club, seguendo l'insegnamento del presidente, è riuscito a conquistare lo scudetto 1990-1991. L'unico rimpianto di Vialli, come da lui stesso ammesso, è quello di aver perso nel 1992 la finale di Coppa dei Campioni a Wembley contro il Barcellona. Di questa sconfitta si assume parte della responsabilità, perché non ha concretizzato delle occasioni da gol. Quel match, che è stato l'ultimo con la Sampdoria, lo ha segnato moltissimo e le ripercussioni sono perdurate anche quando è approdato alla Juventus.

La Champions 1996

Degli anni trascorsi a Torino, l'episodio che gli è rimasto più impresso è la finale di Champions League del 1996, giocata all'Olimpico contro l'Ajax e vinta ai calci di rigori.

Aver conquistato la coppa dalle grandi orecchie, persa quattro anni prima, ha provocato nell'ex giocatore un evidente sollievo, almeno stando a quanto dichiarato dallo stesso Vialli nell'intervista. "C'era necessità da parte mia di vincere quella finale, perché altrimenti pensavo che sarei potuto cadere in depressione".

Vialli oltre ad essere stato un grande attaccante è una persona molto discreta, almeno questa l'impressione data in questi anni ai suoi tifosi, per cui quando è stato colpito da una grave malattia ha mantenuto grande riserbo ed ha evitato di parlarne apertamente con molte persone a lui care. Dopo aver debellato il male, Vialli ha trovato il coraggio per raccontare questa sua esperienza che, a dispetto di quanto si possa pensare, lo ha cambiato in meglio: Gianluca adesso si sente più sereno ed equilibrato.

I suoi tifosi lo amano molto e ancora oggi lo gratificano con cori, qualche volta anche esagerati come quello dei supporter blucerchiati che lo hanno omaggiato in diverse circostanze giudicandolo superiore a Pelè. Quest'ultimo paragone gli sembra un po' esagerato, ma lo inorgoglisce.

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