L'inchiesta 'Last Banner' prosegue con un nuovo colpo di scena. La questura di Torino ha appena emesso il divieto di accesso allo stadio per i 38 ultrà coinvolti nell'indagine. I tifosi che ricattavano la società della Juventus non potranno assistere alle partire per un massimo di 10 anni.

L'inchiesta era partita dalla denuncia del club bianconero, a seguito di veri e propri ricatti da parte di alcuni ultrà presenti della curva sud dello Stadium. Oggi, per la prima volta, vengono emessi nei confronti degli arrestati dei Daspo decennali. A stabilirlo è il questore di Torino Giuseppe De Matteis.

Daspo decennali per gli ultrà

Un nuovo capitolo si aggiunge all'inchiesta denominata 'Last Banner'. Il tutto era partito dalla denuncia della società della Juventus contro alcuni ultrà della curva sud, responsabili di veri e propri ricatti contro il club. Questi chiedevano più biglietti per le trasferte in Europa e i migliori posti allo stadio.

Davanti all'opposizione della Juve, gli ultrà erano arrivati a minacciare di eseguire cori razzisti e offensivi durante i match in casa. Così, l'intera società sarebbe stata punita attraverso le sanzioni previste da regolamento.

Una serie di ricatti che finalmente è stata portata alla luce, grazie al lavoro delle forze dell'ordine.

Oggi, dopo l'arresto di settimana scorsa di 10 ultrà coinvolti nelle indagini, un nuovo colpo di scena viene adoperato dalla questura di Torino. Infatti, il questore torinese, Giuseppe De Matteis ha emesso il divieto di accesso allo stadio per i 38 ultrà coinvolti nell'inchiesta in corso.

In particolare, per la prima volta, vengono emessi nei confronti degli arrestati dei Daspo decennali. Dunque, i sostenitori della curva sud dello stadium indagati non potranno assistere dal vivo a nessuna partita fino al 2029.

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Cronaca Nera Juventus

Una decisione che ha scatenato gli applausi del mondo dello sport.

Finalmente si è presa una dura posizione dinnanzi alle lotte di potere che avvengono sugli spalti e nelle curve dello stadio. Un movimento che spesso mette sotto scacco anche le stesse società di calcio, portando tensioni e scontento generale.

La denuncia della Juve

A far partire le indagini e l'arresto degli ultrà è stata proprio la denuncia fatta in questura dalla società bianconera di Torino. Secondo l'accusa, i ricatti adoperati da alcuni leader dei principali gruppi ultrà sarebbero iniziati a fine campionato 2017/2018.

In tale occasione, la Juventus aveva eseguito dei tagli nei confronti dei privilegi di cui godevano i sostenitori delle curve. Ciò ha scatenato la rabbia dei capi storici del tifo bianconero, decisi a rivendicare la loro posizione all'interno dello stadio. Inizia così la distribuzione illegale di biglietti per le partite in casa, utilizzando biglietterie compiacenti. In seguito, si è passato a veri e propri ricatti, contestati oggi con l'accusa di estorsione ai danni del club stesso.

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