La rivoluzione è servita. Il comitato esecutivo dell'Uefa ha infatti ufficializzato l'abolizione della regola del gol segnato in trasferta che vale doppio.

A partire già dalla prossima stagione 2021-2022 negli scontri diretti di tutte e tre le coppe europee organizzate dall'Uefa, compresa la nuova Conference League, in caso di parità di punteggio dopo le gare di andata e ritorno si passerà dunque sempre ai tempi supplementari. Se il risultato fosse ancora in parità al 120°, allora si deciderebbe tutto ai calci di rigore. La norma, che era stata introdotta nel 1965, era stata più volte considerata ormai "vecchia".

Il comitato esecutivo dell'Uefa era pronto da qualche settimana a questo deciso cambio di rotta nelle proprie competizioni, che è stato ufficializzato questo giovedì 24 giugno.

La spiegazione di Ceferin

Questa rivoluzione è stata voluta da tutta l'Uefa, a partire proprio dal presidente Aleksander Ceferin. Secondo il 53enne sloveno, nonostante non ci sia stata unanimità di opinioni, molti allenatori, tifosi e altri attori protagonisti del mondo del calcio avevano messo in discussione negli ultimi tempi la regola del gol in trasferta.

Così si è preferito abolirla.

Ceferin ha ribadito come l'impatto andasse contro lo scopo originale del calcio, cioè segnare. Perché le squadre che giocavano in casa non attaccavano per paura di subire un gol che potesse concedere un vantaggio importante all'avversaria. Inoltre, nelle partite arrivate ai tempi supplementari si verificava che la squadra di casa fosse obbligata a segnare due volte in caso di rete degli ospiti.

La nuova regola che eliminerà il vantaggio per chi segna in trasferta verrà utilizzata anche nella fase a gironi, dove in caso di parità di punti fra due o più squadre si guarderà in primo luogo alla differenza reti negli scontri diretti, poi alla differenza complessiva fra gol segnati e subiti.

Un fattore che si rivelerà poi ben più decisivo quando le tre coppe europee dell'Uefa entreranno nella fase a eliminazione diretta.

Lo sa bene la Juventus, che negli ultimi due anni è uscita dagli ottavi di finale di Champions League sempre per la regola del gol in trasferta che vale doppio: sconfitta per 1-0 a Lione e vittoria per 2-1 a Torino nella stagione 2019-2020, poi sconfitta per 2-1 a Porto e vittoria per 3-2 in casa ai supplementari nell'annata appena conclusa.

Altri precedenti

Numerosi sono stati, in questi decenni, i casi in cui il gol in trasferta, con squadre italiane coinvolte, è stato decisivo per il passaggio del turno.

Forse il più celebre riguarda il derby di Milano nella semifinale di Champions League 2002-2003: 0-0 in casa del Milan all'andata, 1-1 in casa dell'Inter al ritorno. Con i rossoneri di Carlo Ancelotti qualificati alla finale di Manchester, poi vinta ai rigori con la Juventus.

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Anche in altre occasioni non è andata bene ai nerazzurri, come nella partita finita in rissa a Valencia agli ottavi 2006-2007: 2-2 a San Siro e 0-0 in casa degli spagnoli. La regola ha invece portato bene alla Beneamata nella stagione 2010-2011, sempre agli ottavi, quando dopo la sconfitta casalinga per 1-0 contro il Bayern Monaco, l'Inter è riuscita a vincere 3-2 all'Allianz Arena.

Tra le altre sfide a eliminazione diretta che sono state decise dalla regola del gol in trasferta c'è di sicuro la grande impresa in Champions League fatta dalla Roma nella stagione 2017-2018. Ai quarti dopo la sconfitta per 4-1 al Camp Nou, i giallorossi batterono 3-0 il Barcellona all'Olimpico qualificandosi così alle semifinali.

Un caso più remoto riporta al caso della sedia alzata al cielo dall'allora tecnico del Torino, Emiliano Mondonico, nella doppia finale di Coppa Uefa del 1991-1992: 2-2 al Delle Alpi, 0-0 ad Amsterdam, con l'Ajax che batté i granata e si aggiudicò il trofeo.