L'ex presidente dell'Inter Massimo Moratti è stato intervistato nelle scorse ore da Radio Anch’io Sport e parlando della chiamata che ci sarebbe stata fra l'ad di Exor John Elkann e il presidente della FIGC Grabriele Gravina a seguito del caos per l'arbitraggio andato in scena in Inter-Juventus ha detto: "John Elkann ha telefonato a Gabriele Gravina? I tempi sono cambiati, ora la Juve si lamenta e fa la vittima. E' come se fosse vittima del calcio italiano, mentre la storia del calcio italiano non la ricorda così. Mi vengono in mente vecchie storie".

Moratti contro le simulazioni

Parlando della simulazione di Bastoni, l’ex presidente Moratti esprime una posizione critica nei confronti delle simulazioni in generale, sottolineando come tali comportamenti risultino sempre fastidiosi, indipendentemente dai protagonisti. A suo giudizio, sono particolarmente censurabili anche quelle situazioni in cui un calciatore, a seguito di un contatto sul corpo, enfatizza l’episodio simulando di aver subito un colpo al volto.

Nel caso specifico, Moratti riconosce che l’atteggiamento di Bastoni rientri pienamente nella definizione di simulazione. L’ex dirigente osserva come il difensore nerazzurro abbia reagito in modo eccessivo all’allungamento del braccio dell’avversario, compiendo un movimento sproporzionato che gli ha consentito di trarre vantaggio dalla situazione.

Secondo Moratti, Bastoni si sarebbe lasciato trascinare dall’opportunità del momento, finendo però per contribuire a una decisione ingiusta, dal momento che Pierre Kalulu non si era reso responsabile di un fallo di particolare gravità.

Bastoni e gli attacchi mediatici subiti

Moratti evidenzia inoltre come Bastoni si trovi ora coinvolto in una forte esposizione mediatica, che lo ha posto al centro di una vera e propria tempesta di critiche di cui ha parlato nelle scorse ore anche l'attuale presidente dell'Inter Giuseppe Marotta. A suo avviso, tale pressione rappresenta già di per sé una forma di penalizzazione significativa per il calciatore. In quest’ottica, l’ex presidente ritiene che Gattuso, nella sua veste di commissario tecnico della Nazionale, possa valutare l’opportunità di non infliggere ulteriori provvedimenti disciplinari.