Esattamente il 23 aprile dello scorso mese è stata divulgata in Internet la terza edizione del World Happiness Report, ovvero il Rapporto sulla felicità mondiale. Ripreso solo nella giornata di ieri dalla maggioranza dei media, The Guardian in primis, la relazione è stata pubblicata dal Sustainable Development Solutions Network (SDSN) e trova nei suoi artefici John Helliwell, professore della University of British Columbia e del Canadian Institute for Advanced Research, Lord Richard Layard, direttore del programma Benessere del Centro per Economic Performance della London School of Economics e il prof. Jeffrey D. Sachs, direttore dell'Earth Institute presso la Columbia University e della SDSN.
Questo caratteristico e particolare sondaggio, considerato un punto di riferimento dello stato della felicità globale, è il primo indice dell'Onu riguardante la contentezza.
Pubblicato per la prima volta nel 2012, quindi nel 2013 e per ultimo a marzo di quest'anno, appunto, trova origine nell'iniziativa promossa dal Bhutan, primo Paese al mondo ad aver introdotto un indice nazionale della felicità.

Criteri di valutazione

I principali esperti, dei quali i nomi sono stati sopracitati, hanno sviluppato il ragguaglio in oggetto considerando diversi campi e settori, quali l'economia, la psicologia, l'analisi dell'indagine, le statistiche nazionali, la salute e l'ordine pubblico, ma anche fattori ancor più concreti e determinanti come il PIL, quindi il reddito pro capite e le aspettative di vita. Tutto concentrato in questa documentazione di 173 pagine. Ogni Paese soggetto all'analisi del rapporto viene inserito in una classifica e ripartito mediante una scala che va da un minimo di 0 a un massimo di 10.

La classifica

Con 158 Paesi esaminati, a comandare la classifica di questo rendiconto è la Svizzera, seguita da Islanda, Danimarca, Norvegia e Canada. Queste le prime cinque Nazioni. Nei bassifondi della graduatoria, invece, troviamo Togo, Burundi, Siria, Benin e Ruanda. Al 15esimo posto, poi, vi sono gli Stati Uniti, al 21esimo il Regno Unito, quindi la Germania 26esima e la Francia 29esima. 36esima la Spagna e solo alla posizione numero 50 v'è l'Italia, preceduta da Bahrain ed Ecuador e seguita da Bolivia e Moldavia. La Russia è 64esima, mentre nelle zone (quasi) calde, al 84esimo posto, c'è la Cina. Addirittura 102esima la Grecia.

Ad accusare il colpo più duro sono proprio gli Elleni, i quali patiscono del brutto momento finanziario e con una flessione record di livello mondiale perdono 1 punto e mezzo rispetto al periodo pre-crisi. Non può certamente sorridere, anzi, il Bel Paese, che perde lo 0,8 in termini di felicità e soffre della terza maggior flessione dopo quelle di Grecia, come detto poc'anzi, ed Egitto. Di poco meno male la Spagna, che registra uno 0,7 in meno.