'Lotterò sempre contro questo fottutissimo errore giudiziario': questo uno dei passaggi più significativi della lettera scritta da Massimo Bossetti, il 44enne muratore di Mapello accusato di aver assassinato Yara Gambirasio. Le ultime news sull'omicidio di Yara Gambirasio aggiornate ad oggi 26-05 si concentrano dunque sulla missiva scritta dal presunto killer e letta durante la trasmissione tv Quarto Grado. E' uno scritto dai contenuti forti che certo fa riflettere quello prodotto dal Bossetti, che dopo aver ringraziato il pull di difensori che stanno lavorando al suo caso ha tenuto a ribadire di non aver mai conosciuto Yara Gambirasio e di non aver mai parlato con lei.

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Eppure molto di quello che Bossetti dice potrebbe essere confutato: l'uomo dimentica che numerose prove indicano una via diversa da quella tracciata dalle sue parole, forse sarebbe meglio provare a fornire delle spiegazioni piuttosto che affidarsi ai 'soliti' appelli.

Notizie e aggiornamenti ultime news Yara Gambirasio oggi 26 maggio: la lettera di Massimo Bossetti non convince

'Credetemi non so chi fosse Yara, non ho mai conosciuto Yara e non riesco a darvi una spiegazione perché io mi trovo in questo schifo, ma una cosa voglio farvi capire e lo griderò sempre da queste fottutissime sbarre e mura, che mi circondano, io in tutto questo non c'entro assolutamente niente, io sono del tutto estraneo a questo maledettissimo omicidio, io non avrei mai potuto commettere una cosa così atroce': questo è uno dei momenti clou della missiva scritta da Massimo Bossetti dal carcere, con le ultime news sull'omicidio di Yara Gambirasio aggiornate ad oggi 26 maggio a riferirsi proprio al contenuto dello scritto. Bossetti giura di non conoscere Yara eppure tracce delle fibre del sedile del suo furgone Iveco sono state ritrovate sugli indumenti della ragazzina che quindi sul suo veicolo ci è salita eccome. E senza essere costretta, ergo Bossetti conosceva la vittima. E la conosceva al punto tale che il suo DNA è stato ritrovato sugli slip della ragazzina di Brembate di Sopra. Queste sono prove, quelle del Bossetti sono solo parole.



'Anch'io chiedo giustizia come i genitori della povera Yara e dunque non è giusto pagare per qualcuno che in verità ha commesso questo tragico delitto, facendola franca': altro momento chiave. Bossetti chiede giustizia e sottolinea come sia sbagliato far pagare a qualcuno colpe che non ha. Eppure è quello che ha tentato di fare lui cercando di coinvolgere nella vicenda un collega rivelatosi totalmente estraneo ai fatti: tra l'altro questa condotta è costata al Bossetti l'accusa di calunnia. L'uomo andrà a processo il prossimo 3 luglio: la data si avvicina ed è dunque comprensibile uno stato di ansia e agitazione per un uomo che a breve conoscerà il proprio destino. Questo però non deve portare nessuno fuori strada: non ci permettiamo di affermare che il 44enne di Mapello sia colpevole, questo lo deciderà la Corte, ma le prove raccolte raccontano verità del tutto diverse da quelle messe per iscritto dall'uomo. Alla sua difesa il compito di smontarle e di scagionare il proprio cliente.