Si prevede una Pasqua di dure polemiche per la Scuola italiana. A tenere banco, stavolta, non è il concorso docenti 2016, ma un'iniziativa dell'azienda dolciaria Lindt. Tramite il celebre coniglietto di cioccolato "Gold Bunny", infatti, la sezione italiana della società svizzera ha indetto il concorso "baciata dalla fortuna", che mette in palio premi fino a 10mila euro da destinare agli istituti scolastici vincitori. Per partecipare, come mostrato anche dallo spot che in questi giorni sta invadendo i televisori, bisogna acquistare un coniglietto del peso di 100 grammi e fare attenzione al codice che si trova all'interno dell'incarto.

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Difatti, questo vale un punto e, dopo aver consultato un elenco ufficiale, è possibile assegnarlo alla scuola che si preferisce.

In un battibaleno, dirigenti e presidi degli istituti scolastici coinvolti, hanno inviato numerose e-mail ai genitori dei ragazzi, invitandoli ad acquistare diversi "Gold Bunny", per dare più voti-punti alla propria scuola e garantire, così, i premi in denaro messi in palio dalla Lindt. Si tratta, in particolare, di dieci premi, il cui importo varia dai 1.000 ai 10mila euro, vincolati alla presentazione di un progetto approvato e controfirmato dal preside e dai genitori.

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Quest'iniziativa, che associa una campagna di marketing alla possibilità di reperire dei fondi per la scuola, sta spaccando il mondo dei consumatori e della politica, con il Movimento 5 Stelle sceso in campo per chiedere un'interrogazione parlamentare.

M5S: "La voragine dei conti scolastici non dev'essere pagata dalle famiglie"

Siccome da un po' di tempo in Italia si sta diffondendo la pratica, da parte di grandi aziende come McDonald's, o di catene di supermercati come Esselunga, Conad e Coop di introdurre raccolte punti o concorsi per aiutare economicamente le scuole, il Movimento 5 Stelle è sceso in campo per ribellarsi a questa che sta diventando una pericolosa consuetudine.

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Scuola M5S

Silvia Chimienti, deputata del partito di Beppe Grillo, ha annunciato che è stata avanzata richiesta di interrogazione parlamentare e, rivolgendosi al Ministro dell'Istruzione, ha spiegato perché M5S sente la necessità di porre un freno a queste iniziative.

Innanzitutto, la Chimiento spiega che queste campagne e concorsi sono contrari ai principi etici, poiché i privati non possono spingere i consumatori ad acquistare determinati prodotti solo ed esclusivamente per fare in modo che arrivino dei premi alle scuole.

Naturalmente, le aziende hanno compreso che, facendo leva sulla pesante carenza di soldi negli istituti scolastici italiani, possono avere un grande successo nelle vendite, associando alcuni loro prodotti a dei premi in denaro per le scuole e tutto ciò - secondo il Movimento 5 Stelle - non fa altro che esaltare una logica di marketing legata ad un consumismo sfrenato. 

Sul fronte opposto, il Ministero e le imprese fanno appello all'autonomia scolastica e all'assoluta libertà dei dirigenti delle scuole di aderire, o meno, a queste iniziative e concorsi a premi.

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Ma la parlamentare Chimiento contesta anche questa spiegazione, ricordando che la riforma della Buona Scuola non sta facendo altro che accrescere il ricorso ad attività di marketing e di sponsorizzazione legate all'ambiente scolastico. Infine i pentastellati lanciano un'accusa precisa nei confronti del Governo e del MIUR: "La voragine dei conti delle scuole non dev'essere colmata con i contributi delle famiglie".

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