Nella truffa organizzata dall'unico dipendente dell'ufficio Postale di Nievole (Montecatini Terme), in provincia di Pistoia, sono rimaste coinvolte 60 famiglie di correntisti. In 16 anni l'uomo avrebbe fatto sparire 3 milioni di euro emettendo buoni fruttiferi e polizze Poste Vita false. Dopo diverse denunce presentate dalle vittime, i carabinieri hanno aperto un fascicolo e il nome del dipendente è finito sul registro degli indagati.

Buoni fruttiferi... buoni sempre

Le 60 famiglie di correntisti coinvolte nella truffa in futuro ci penseranno bene prima di investire i loro risparmi in Buoni Fruttiferi, soprattutto se ad emetterli sarà Poste Italiane. Oggi queste persone si trovano in mano carta senza alcun valore.

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Il dipendente statale avrebbe incassato i soldi rilasciando ricevute in apparenza regolari, creando dei "conti paralleli" dove attingere qualora qualche correntista avesse voluto ritirare l'intera somma o una parte di essa prima della scadenza. In questo modo non avrebbe destato nessun sospetto.  

I correntisti sono piccoli risparmiatori che si sono visti truffare migliaia di euro. L'uomo prima si è messo in malattia assentandosi per lungo tempo dal lavoro, dopo in ferie, adesso è irreperibile probabilmente al sicuro per tutelarsi da eventuali ritorsioni.

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Sono molti i correntisti che si sono rivolti al Sindaco per farsi tutelare e chiedere l'intervento di un avvocato che purtroppo non possono pagare. Il Primo Cittadino ha messo a disposizione dei suoi paesani un professionista gratuitamente. Chi invece ha perso somme più rilevanti, ha preferito pagare l'avvocato a sue spese e farsi assistere legalmente per il recupero delle somme estorte.

Poste Italiane ha fatto sapere che entro Natale tutte le persone frodate saranno rimborsate delle somme perse maggiorate degli interessi.

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I cittadini di Nievole non sono d'accordo e chiedono che almeno il 50% dei loro risparmi venga risarcito a breve termine. Il consigliere del PD e portavoce degli abitanti di Nievole fa sapere che il dipendente sarà querelato, mentre da Poste Italiane pretende che quanto promesso venga restituito, anche se ancora le persone danneggiate non hanno firmato nulla che certifichi le promesse fatte.

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