Era stato fermato prima che potesse partire per la Siria, il marocchino 28enne, campione di kickboxing, che pare volesse colpire il Vaticano con un attacco terroristico.

Dopo aver ricevuto un messaggio via WhattsApp direttamente dagli uomini di Al Baghdadi, nel quale veniva invitato a compiere un attentato terroristico in Italia, Abderrahim Moutaharrik, aveva preso la decisione di sacrificarsi per la causa del Califfato, volendo colpire il Vaticano, cuore di questa “Italia crociata”, stando alle intercettazioni in mano alla Procura di Milano.

Aveva deciso di partire per la Siria quindi, portando con sè la moglie, Salma Bencharki, ed i figli di 2 e 4 anni, quando è stato arrestato, insieme alla donna, con l’accusa di Terrorismo internazionale per sospetti legami con l’Isis.

La Digos avrebbe scoperto, successivamente all’arresto, che il marocchino nascondeva sotto al letto anche un pugnale da combattimento, del modello solitamente utilizzato dai militanti dell’Isis per le esecuzioni degli “infedeli”.

I PM della Procura della Repubblica di Milano, Enrico Pavone e Francesco Cajani, hanno chiesto al GUP Alessandra Simion, la pena detentiva di SEI anni e SEI mesi per l’atleta marocchino. È stata anche richiesta la decadenza della potestà genitoriale per i due figlioletti della coppia.

La stessa pena è stata chiesta per il marocchino Abderrahmane Khachia, residente nella provincia di Varese, fratello di un giovane martire morto in Siria per la causa del Califfato.

Il giovane era stato arrestato insieme a Moutaharrik e la moglie, ed alla sorella di Mohamed Koraichi, Wafa. Il fratello di quest’ultima, insieme alla moglie italiana Alice Mignoli, convertita all’Islam, aveva deciso di lasciare la sua residenza nella provincia di Lecco, per andare in Siria ad affiliarsi all’Isis.

Tre anni e sei mesi di reclusione sono stati richiesti per la 24enne Wafa Koraichi.

Durante l’interrogatorio di garanzia, lo scorso maggio, Moutaharrik avrebbe dichiarato che quelle intercettate dagli investigatori erano solo “parole”, e che non intendeva attuarle realmente.

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