Lunedì 20 agosto l'ondata del torrente Raganello [VIDEO], in provincia di Cosenza, ha travolto un gruppo di escursionisti. Il bilancio non ancora definitivo, dopo un'intera nottata di ricerche, è drammatico: 11 morti, diversi feriti e 3 dispersi ufficiali. La Procura ha già aperto contro ignoti un fascicolo ipotizzando i reati di omicidio colposo e lesioni colpose; ma c'è già chi parla di tragedia annunciata. Molti abitanti della zona, infatti, sono convinti che, negli ultimi anni, le Gole del Raganello siano state trasformate in una sorta di luna park. Anche il primo cittadino di Civita, Alessandro Tocci, ha sostenuto la necessità di regolare l’accesso.

Vediamo, cosa sono e dove si trovano le "gole del Raganello", paradiso naturale che nasconde più di un'insidia.

Le Gole del Raganello

Le Gole del Raganello, teatro della tragedia che si è consumata lunedì pomeriggio, fanno parte di una Riserva naturale protetta, creata nel 1987 dalla Regione Calabria e sono, senza dubbio, tra le attrazioni più scenografiche ed affascinanti del sud Italia. Le Gole, comprese nel settore cosentino del Parco nazionale del Pollino [VIDEO] occupano una superficie di circa 1600 ettari.

Destinazione ambita da turisti ed escursionisti, in quanto particolarmente pregevole dal punto di vista naturalistico, è frequentata anche dagli amanti del rafting: le acque del torrente, che costituiscono un canyon lungo ben 17 km, infatti, sono l'ideale per scendere a bordo di un gommone.

Gli esperti suddividono le Gole del Raganello in alte e basse. Le Gole alte - o Gole di Barile - dipartono dalla Sorgente della Lamia e raggiungono quella che è conosciuta come Scala di Barile (vicino all'abitato di San Lorenzo Bellizzi). Il percorso, lungo circa 9 km è piuttosto accidentato, ma di grande interesse naturalistico ed escursionistico per via della presenza di scenografiche pareti rocciose: la Timpa di San Lorenzo e la Timpa di Porace-Cassano.

Le Gole basse del Raganello, invece, partono dalla zona di Pietraponte, dove si trova l'omonimo Ponte (una sorta di maestoso macigno incastonato tra le pareti) e raggiungono, nei pressi di Civita, la zona sottostante il Ponte del Diavolo. Questo percorso, lungo 8 km è molto difficoltoso da percorrere in quanto diversi punti sono scoscesi. E' proprio in questa parte di parco che si è verificata la tragedia.

Il regolamento mai applicato

La tragedia delle Gole del Raganello, ha portato con sé interrogativi e immancabili polemiche. Come è potuto accadere un simile dramma? Come mai, nonostante le incerte condizioni meteo, i gruppi di escursionisti non hanno rimandato la visita? Sebbene sia impossibile, per ora, rispondere, si può riflettere sul fatto che solo pochi mesi fa il Comune di Civita, l’Ente Parco e l’Ente Gestore della Riserva, in collaborazione con gli uomini del Soccorso Alpino hanno redatto un regolamento che, a quanto pare, molto spesso è ignorato.

L'accesso alle Gole, secondo il documento, è consentito, solo durante le ore diurne e solo in presenza di guide, dal 10 giugno al 30 settembre. Inoltre, i bambini al di sotto dei 10 anni non sono ammessi (così come gli animali). Impossibile - almeno sulla carta - partecipare all'escursione senza apposita attrezzatura (scarpe adatte, mute, ma anche caschetti, corde e moschettoni).