Dedicava il proprio tempo alla pulizia delle seppie anzichè ai malati, il medico sorpreso durante l'orario di lavoro a pulire il pescato nel bagno dell'Ospedale di Praia a Mare in provincia di Cosenza.

La sanità calabrese in imbarazzo

Avrà pensato che fosse una buona idea approfittare del lavandino del bagno invece di sporcare la cucina di casa, ma non ha considerato le conseguenze di un gesto quanto meno superficiale per cui è stato licenziato.

Il medico a quanto riportato dal Corriere della Sera non è nuovo a comportamenti discutibili spesso postati sui social che lo avrebbero addirittura portato agli agli arresti domiciliari.

In passato aggredì un collega radiologo per una banale divergenza di opinioni e in precedenza, quando lavorava presso la Asl di Boscoreale, fu trovato ubriaco durante l'orario di lavoro e assalì con violenza i Carabinieri intervenuti per riportarlo a casa.

Anche questa volta il medico non si è fatto scappare l'occasione per essere al centro dell'attenzione mediatica e ha deciso di immortalare le proprie gesta in un video finito in rete e successivamente arrivato all'attenzione della Direzione dell'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. L'ente che ha potuto verificare l'identità e il ruolo del proprio collaboratore proprio attraverso le immagini registrate, ha deciso di non rinnovare il rapporto di lavoro in convenzione con il medico e ne ha dato direttamente notizia prendendo le distanze da quanto avvenuto.

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Calabria

Un'altra macchia sulla sanità calabrese, dopo il controverso episodio avvenuto alla fine dello scorso luglio quando furono diffuse immagini di pazienti con fratture bloccate con il cartone negli Ospedali riuniti di Reggio Calabria. La pulizia delle seppie nel bagno pone anche interrogativi sull'etica di alcuni medici che fanno del proprio posto di lavoro uno spazio ad uso personale.

Un precedente a Napoli

Circa due mesi fa Francesco Pignatelli, il primario di chirurgia vascolare dell' Ospedale del Mare di Napoli venne sospeso a tempo indeterminato per aver dimissionato tutti i pazienti e chiuso il reparto per permettere al personale di partecipare alla sua festa in un locale a Pozzuoli.

L'iniziativa suscitò un'ondata di indignazione e il direttore dell'Asl Napoli 1, Mario Forlenza, ed il direttore sanitario dell'Ospedale del Mare, Giuseppe Russo furono concordi nel prendere severi provvedimenti contro il medico.

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