Da una Scuola media di Lodi arriva una storia di cyberbullismo che fa preoccupare e riflettere. Qualche giorno fa, alcuni agenti di polizia sono entrati in azione nella primaria di secondo grado ‘Don Milani’, in Via Salvemini, 1, e hanno sequestrato il cellulare ad alcuni studenti. Dopo alcune segnalazioni, infatti, si crede che sui dispositivi vi sia registrato contenuto offensivo e lesivo della riservatezza di giovanissimi.

Il sequestro

Venerdì, durante il normale orario delle lezioni, alcuni agenti di polizia sono entrati nele aule della scuola media ‘Don Milani’ (che conta circa 350 studenti) e, tra lo stupore dei giovani alunni, hanno provveduto a sequestrare - su disposizione della Questura di Lodi - alcuni degli smartphone contenti chat, foto e video riconducibili ad atti di cyberbullismo commessi proprio da alcuni studenti della stessa primaria ai danni di alcuni compagni e compagne di scuola.

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Sempre venerdì, nel pomeriggio, in alcune classi, gli agenti hanno ascoltato una decina di studenti (di età diverse), ovviamente in presenza dei genitori.

Sul posto sono arrivate tre volanti della polizia e, su iniziativa delle stesse forze dell'ordine, anche un'ambulanza. Inizialmente, si era diffusa la notizia - poi smentita - che una ragazzina si fosse sentita male e questo ha provocato non poca preoccupazione.

Una mamma, ad un quotidiano locale, ha raccontato che, all'uscita di scuola, i ragazzi erano piuttosto agitati.

"La scuola, comunque, ha fatto benissimo ad avvisare la questura" ha commentato. I dispositivi sono ora al vaglio degli inquirenti e sarà l’indagine giudiziaria attualmente in corso a stabilire eventuali responsabilità dei minorenni.

'Si è aperto il vaso di Pandora'

Qualche settimana fa sono iniziate a circolare, tra i giovanissimi, contenuti offensivi e lesivi a danno di alcuni iscritti ed iscritte alla scuola media di Lodi. Alcuni di loro, stanchi di subire, hanno avuto il coraggio di denunciare e hanno raccontato tutto ai docenti.

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"Si è aperto il vaso di Pandora – ha dichiarato la dirigente dell’istituto comprensivo Stefania Menin –. Ho subito dato la disposizione di ritirare i 5 telefoni cellulari". Poi ha spiegato che, come previsto dall'attuale legge sul cyberbullismo (in vigore dal 2017), ha avvisato la questura di Lodi ed i genitori.

La dirigente ha aggiunto che non ha visto i telefonini in quanto si è preferito affidare l'intera questione alla polizia. "Presumo che le immagini non siano state registrate all'interno della scuola, dove è possibile utilizzare gli smartphone solo durante specifiche attività didattiche".

Ieri, sabato 16 marzo, la preside ha voluto ringraziare, sul sito dell'Istituto, gli studenti che hanno collaborato per portare a galla gli episodi di cyberbullismo". "Sono contenta - ha affermato - che i ragazzini si siano rivolti all'insegnante": Poi, ha sottolineato: "Lavoriamo molto sulla cittadinanza digitale, parliamo di cyberbullismo, fake news, e mostriamo a studenti e genitori come relazionarsi sui social":

Infine, ha concluso dicendo che nessuno si è fatto male fisicamente, ma inevitabilmente vi sono ferite sul piano psicologico.

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Per questo, qualora vengano accertate eventuali responsabilità la scuola valuterà sospensioni e predisporrà "interventi educativi personalizzati":