Continua a far parlare di sé il caso della modella Imane Fadil, misteriosamente deceduta all'ospedale Humanitas di Rozzano, località alle porte di Milano. Secondo i recenti esami tossicologici, la donna è deceduta per avvelenamento da sostanze tossiche, forse radioattive. Al momento, lo ricordiamo, non c'è nessun indagato, ma la Procura del capoluogo lombardo procede per omicidio volontario. Nelle scorse ore sulla vicenda è intervenuto Silvio Berlusconi, il quale ha chiarito che non ha mai avuto modo di conoscere la modella, né mai ci ha parlato.

Pubblicità

Imane Fadil poteva essere infatti il teste chiave nel processo Ruby Ter, dove è indagato lo stesso ex premier: la vicenda è nota, gli inquirenti vogliono infatti vederci chiaro su cosa accadesse durante i festini ad Arcore, nella villa del "Cavaliere".

Imane stava scrivendo un libro

La modella stava anche scrivendo un libro sulla vicenda, le cui bozze sono state prontamente sequestrate dagli investigatori, questo per analizzarne bene il suo contenuto. La modella è stata trovata morta l'1 marzo scorso, ma solo ieri si è appresa la notizia del suo decesso, anche perché, secondo quanto riportato dai media e riferito dagli stessi investigatori, la struttura sanitaria non ha mai avvisato del caso la magistratura.

La vittima aveva 34 anni, e in precedenza si era confidata sia con i medici che con il fratello e il suo avvocato, e in quella circostanza aveva riferito del suo sospetto, ovvero quello di essere stata avvelenata. Il centro antiveleni di Pavia dell'Irccs Maugeri , che si è occupato del caso fa sapere che "non identifica radionuclidi e non effettua misure di radioattività". Quindi, per dirla in poche parole, gli esperti del centro antiveleni non hanno trovato radioattività nel sangue della giovane, come precisa anche Repubblica.

Pubblicità

Come riporta sempre lo stesso quotidiano, bisogna chiarire come sia possibile reperire tale mix di sostanze, tra le quali ci sarebbe in particolare il cobalto.

Non sono esclusi atti di autolesionismo

Gli inquirenti procedono nel più stretto riserbo da giorni, questo per valutare tutte le ipotesi possibili. La Fadil era ricoverata dal 29 gennaio scorso, dopo che aveva accusato un malore improvviso. La giovane arrivò in ospedale con i sintomi che i medici hanno comunque giudicato compatibili con quelli di un avvelenamento da sostanze tossiche, come mal di pancia, gonfiore e dolore al ventre.

Al momento il suo decesso rimane un mistero. Nell'aprile dello scorso anno, in un'intervista al Fatto Quotidiano, aveva parlato addirittura di riunioni a sfondo satanico, le quali si sarebbero svolte ad Arcore. SkyTg24 riferisce anche che la donna aveva il sospetto, l'ennesimo, di essere in un certo senso "controllata". L'inchiesta sta prendendo anche in considerazione l'ipotesi che la ragazza praticasse atti di autolesionismo.