L’obiettivo del progetto “Solidarity II” è fotografare la diffusione reale del nuovo Coronavirus. A tal fine verranno cercati gli anticorpi anti-Sars-Cov-2 in campioni di sangue prelevati in diverse popolazioni. I risultati di questa indagine, oltre a fornire una corretta valutazione della diffusione del Covid-19, ben oltre quanto emerso dai tamponi, potrà dare elementi di valutazione utili per poter gestire al meglio la fase II della pandemia.

Dopo Solidarity I arriva II

Pochi giorni fa l’OMS aveva lanciato il progetto Solidarity I: obiettivo era valutare una serie di farmaci finora usati in vari centri Covid-19, senza seguire alcun protocollo ufficiale, i cui risultati risultavano di difficile interpretazione.

Questo studio, invece, approvato seguendo una procedura estremamente semplificata, consentirà già a partire dai prossimi giorni, di avere dei dati paragonabili e ufficiali. E magari delle indicazioni su quali farmaci sono effettivamente attivi nel contrasto alla Sars-Cov-2.

Ora l’OMS ha promosso un secondo progetto, Solidarity II, che ha come obiettivo quello di fare una vasta indagine sierologica su campioni di sangue prelevati da diverse popolazioni residenti in almeno sei differenti Paesi. Si cercheranno gli anticorpi anti-Covid-19, Questi dati potranno finalmente porre fine alla querelle sulla reale diffusione della pandemia, andando a stimare il numero dei contagiati asintomatici o di quelli che hanno avuto dei sintomi lievi, scambiando l’infezione con una comune influenza.

Finora, se escludiamo i pazienti ospedalizzati, gli screening si sono basati sui famosi “tamponi”, ovvero test diagnostici molecolari. Ora invece, per questo progetto OMS, si punta ai test sierologici andando a cercare gli anticorpi specifici. Questo giustifica la “corsa” che numerosi laboratori specializzati stanno facendo per sviluppare kit diagnostici per una rapida determinazione degli anticorpi.

Molti di questi sono già al vaglio dell’OMS. Come ha descritto Gretchen Vogel, in una nota pubblicata su ScienceMag, il 19 marzo.

I primi risultati del progetto Solidarity II sono attesi entro pochi mesi. Anche se il progetto ha una validità di un anno. In questo periodo si potrà anche comprendere quanto permane l’eventuale immunizzazione dal virus, ovvero se uno soggetto è stato contagiato e a sviluppato degli anticorpi anti-Covid-19, questa immunizzazione per quanto tempo permane?

Settimane, mesi, anni, perenne? Dato che questo è un virus nuovo è difficile dare una risposta certa a questo quesito ma è atteso che l’immunità non potrà essere per sempre.

Dopo partirà anche Solidarity III

Solidarity II potrà fornire una chiave di lettura sul perché bambini e adolescenti sono meno colpiti dal Covid-19. Forse perché sviluppano rapidamente una risposta immunitaria? Così come anche per le donne, che risultano meno vulnerabili degli uomini al nuovo coronavirus.

Nel caso dei bambini, l’Università di Stanford e Bonn sta analizzando rapidamente 1000 campioni e i risultati saranno disponibili nei prossimi giorni. Un dato importante in questa fase che, in Italia e altrove, si sta discutendo sulla riapertura o meno delle scuole.

Avviato questo progetto, l’OMS ha già in cantiere Solidarity III, un altro programma di indagine che avrà come obiettivo l’efficienza della profilassi. Ovvero, una indagine su come meglio proteggere tutti i lavoratori che, per la loro specifica tipologia di lavoro, sono maggiormente esposti al Sars-Cov-2, come gli operatori sanitari.

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