Il virologo Andrea Crisanti è uno di quelli che, da mesi, sottolinea che la guerra contro il Coronavirus va ancora vinta. Lo ha ribadito nel corso di un'intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano, dove ha messo in evidenza alcuni punti tesi a mettere in guardia i cittadini. Evidenze che devono suonare come un allarme teso a richiamare prudenza e buonsenso. Armi principali in una sfida che, a detta del professore dell'università di Padova, può essere superata.

Coronavirus: Crisanti evidenzia le criticità nel Mediterraneo

Il primo dato inequivocabile con cui l'Italia deve fare i conti è quello rappresentato dall'evoluzione della curva epidemiologica nelle realtà limitrofe.

"I contagi- evidenzia il virologo dell'università di Padova - stanno rimontando in tutto il Mediterraneo. Lo vediamo in tutti i Paesi in cui i governi hanno spinto per una riapertura più aggressiva". Oggi l'Italia, secondo i bollettini quotidiani, si confronta con statistiche che evidenziano difficoltà meno impellenti. Tuttavia, secondo Crisanti, ci sono altre questioni da mettere sul piatto delle valutazioni. Non a caso parla di "segnali preoccupanti". "Questo - ha specificato - non mi rasserena: non ho ancora capito se stiamo facendo qualcosa di particolarmente giusto o se abbiamo pochi casi perché non li troviamo". I suoi dubbi, come lui stesso ha evidenziato, riguardano la possibilità che i tamponi vengano indirizzati o meno su obiettivi rilevati attraverso un tracciamento corretto.

Coronavirus, Crisanti : mai si è arrivati a zero contagi

Il dato migliore tra quelli rilevati in Italia sembra essere quello relativo al fatto che sono lontanissimi i timori di marzo e aprile e la possibilità che gli ospedali non reggano al sovraccarico previsto nelle previsioni peggiori. Dalle parole di Crisanti sembra emergere la necessità di non abbassare la guardia.

"Sta aumentando il numero netto degli ospedalizzati. Finora- spiega- il bilancio è sempre stato negativo, da qualche giorno invece è in pari o addirittura positivo. Cioè ci sono più ricoveri che dimissioni". L'altro punto su cui Crisanti pone la propria lente d'ingrandimento è che mai, nonostante il lockdown di due mesi, si sia arrivati ad un giorno in cui si sono registrati zero contagi.

Il virologo, pur sottolineando le difficoltà, ritiene che oggi ci siano possibilità di individuare strade che possano evitare il peggio o una nuova chiusura generale. Da tempo, ad esempio, sottolinea l'importanza di fare quanti più tamponi possibili come mezzo di prevenzione. "Due cose - conclude - saranno fondamentali: la prevenzione sul territorio e le nostre università. Alla fine vinceremo grazie alla ricerca".

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