Pomeriggio di tensione quello di sabato 29 agosto, presso l'ospedale militare Celio di Roma. Nella struttura, infatti, si trovano ricoverate in isolamento tre persone di origini nigeriane a causa della loro positività al coronavirus. I tre, due uomini e una donna, hanno chiesto ai medici di essere dimessi e al loro rifiuto hanno iniziato ad agire con violenza, cercando di fuggire dall'ospedale. Oltre a mettere in soqquadro la struttura, hanno anche aggredito il personale sanitario della struttura. Diversi i contusi, fortunatamente in maniera non grave.

I tre rivoltosi sono riusciti a strappare la tuta anti-Covid a un giovane ufficiale

Secondo quanto ricostruito dall'Adnkronos, tutto sarebbe iniziato quando un ragazzo minorenne del Bangladesh, ricoverato per il Coronavirus, ma poi risultato negativo al tampone, è stato dimesso dalla struttura. Saputo questo fatto, anche i tre rivoltosi avrebbero preteso di fare lo stesso, dunque, al rifiuto dei medici, hanno tentato di fuggire dalla struttura. Durante la loro azione, si sono trovati di fronte alcune persone del personale sanitario. Quest'ultimi sono stati aggrediti e a un giovane ufficiale è stata anche strappata la tuta anti-contagio. Il militare, che non è rimasto ferito gravemente, dovrà comunque osservare ora la quarantena.

Nel tentativo di guadagnare l'uscita, i tre hanno scaraventato a terra mobili, letti e scrivanie, aggredendo anche a morsi alcuni membri del personale. Il bilancio del fatto parla di numerosi feriti in maniera non grave. La situazione è tornata sotto controllo solo con l'arrivo delle forze dell'ordine.

Guerini: 'Fatto grave e inammissibile'

Tutto il personale medico e militare entrato in colluttazione con i tre migranti è stato sottoposto a un tampone, il quale fortunatamente ha dato esito negativo. In attesa di sottoporsi a un secondo test, tutti resteranno in isolamento domiciliare. Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini ha commentato la vicenda, definendola "grave ed inammissibile".

Ha inoltre annunciato che tutti e tre i protagonisti sono stati denunciati (per oltraggio a pubblico ufficiale, resistenza e violenza a incaricato di un pubblico servizio e per violenza privata). Il ministro ha poi espresso la propria solidarietà al personale medico e militare aggredito, esprimendo anche la propria gratitudine verso il personale della struttura (definita "d'eccellenza") che svolge tutti i giorni un lavoro "a favore della collettività". I tre rivoltosi erano al Celio dallo scorso 17 di agosto, quando a causa della loro positività erano stati trasportati dal centro di accoglienza di Rocca di Papa.

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