I vaccini a vettore virale come quelli prodotti da AstraZeneca e Johnson&Johnson rischierebbero il ritiro definitivo dal mercato. A mettere nero su bianco questa possibilità è La Stampa. Secondo il quotidiano torinese, infatti, se gli studi condotti dall’Ema (Agenzia europea dei medicinali) nei prossimi giorni dovessero confermare l’incidenza di rari casi di trombosi e ictus anche nelle persone con più di 60 anni, i due vaccini potrebbero non essere più utilizzati e commercializzati.

I vaccini AstraZeneca e J&J a vettore virale a rischio

Vaccini AstraZeneca e Johnson&Johnson rischiano il ritiro definitivo dal mercato”.

Così il quotidiano piemontese titola un pezzo scritto a quattro mani da Ilario Lombardo e e Paolo Russo. I due giornalisti mettono a confronto i vaccini anti Coronavirus a Rna messaggero, come quelli di Pfizer e Moderna, con quelli a vettore virale come AstraZeneca e J&J. I primi, soprattutto per quanto riguarda Pfizer, saranno distribuiti in quantità sempre maggiori nei prossimi mesi, anche in Italia. I secondi, invece, “rischiano di rimanere a terra”, si legge nell'articolo. Al momento, infatti, i vaccini a vettore virale sono riservati solo agli over 60, dopo la conferma del verificarsi di alcuni casi di trombosi in persone giovani, soprattutto donne. Ma il destino di AstraZeneca e J&J potrebbe essere segnato se gli studi in corso da parte dell’Ema dovessero accertare la possibilità che trombosi, icuts e ischemie possano verificarsi anche nelle persone anziane.

Studi in corso sui vaccini AstraZeneca e J&J

L'articolo riferisce dei presunti festeggiamenti del governo Draghi per l’arrivo di milioni di dosi del vaccino Pfizer. Felicità che però si contrapporrebbe allo “sconforto” provocato dalla notizia del blocco di Johnson&Johnson negli Usa. Vista la situazione, la volontà dell’Unione europea sarebbe quella di puntare tutto sui vaccini a Rna messaggero, non confermando quindi i contratti per il 2022 firmati con AstraZeneca e J&J.

Per quanto riguarda quest’ultimo vaccino, l’Ema dovrebbe fornire un aggiornamento la prossima settimana. Ma un membro dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), Patrizia Popoli, conferma al quotidiano torinese che J&J “è verosimile possa essere riservato agli over 60”.

L'EMA condurrà nuovi studi per misurare l'incidenza dei casi

Ma i problemi per i vaccini a vettore virale non finiscono qui. Sia gli Stati Uniti che l’Europa, infatti, stanno verificando l’effettiva coincidenza dei casi di trombosi anche nelle persone anziane, visto che gli studi finora condotti non hanno preso in considerazione la fascia di età over 60. L’Ema dunque sta controllando se le trombosi possano verificatisi anche nei più anziani. Ma anche se l’abbattimento delle piastrine nel sangue, che a volte si verifica dopo la vaccinazione, possa comportare il rischio di ictus e ischemie. “Studi verranno condotti nelle prossime settimane per avere una definizione più precisa dell’incidenza dei casi tra vaccinati e non”, dichiara una fonte dell’Ema definita “autorevole” dal quotidiano piemontese.

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