Esattamente 44 anni fa i Led Zeppelin pubblicavano il loro sesto album in studio Physical Graffiti: il doppio disco contiene materiale nuovo insieme a brani scartati per gli ultimi album, ed è il primo pubblicato per l'etichetta creata dagli stessi Zeppelin, la Swan Song.

La genesi del disco

Dopo quattro anni molto intensi di concerti e album realizzati ogni anno la band decide di trascorrere buona parte del 1973 senza lavorare a materiale in studio: è così all'inizio del 1974, accantonate le voci di un presunto abbandono del bassista e tastierista John Paul Jones dalla band, i quattro musicisti si trovano nella casa di campagna di Headley Grange e riuscirono a lavorare al disco con una certa rapidità grazie anche allo studio mobile del musicista Ronnie Lane.

Tra gennaio e febbraio gli Zeppelin scrivono e completano 8 tracce, coadiuvati dall'ingegnere del suono Ron Nevison. E su proposta del manager Peter Grant decidono di arricchire il materiale aggiungendo altri brani scartati e non inseriti nei lavori precedenti, per poter così arrivare ad un doppio album: il disco sarebbe stato pubblicato nel 1974, ma alcune lentezze burocratiche fecero slittare la pubblicazione del disco al febbraio del 1975.

Il disco

Il disco dovette subire una dose non indifferente di critiche per la sua lunghezza e in particolare per il fatto che siano state inserite tracce riempitive: non tutti comunque seppero apprezzare il cambiamento prodotto nello stile adottato dalla band.

Negli anni a venire comunque il disco ho goduto di nuova popolarità fino a diventare tra i migliori dei Led Zeppelin.

Nell'album viene abbandonata la forma ballata tipica dei primi dischi in favore di un rock più massiccio ed energico: la batteria di John Bonham sembra essere molto ispirata e dura, e molti concordano nel sottolineare come in questo disco Bonham abbia semplicemente dato il meglio di sé. La nuova voce di Robert Plant, che nel 1973 aveva subito l'intervento alle corde vocali, pur essendo meno brillante e vigorosa del solito, è il marchio di fabbrica di questa band.

Kashmir è il brano tra i più significativi del disco, inizialmente pensato come uno strumentale composto da Jimmy Page e John Bonham: ma oltre a questo altri brani come il blues rock di The Rover o il riarrangiamento del brano gospel In My Time of Dying o la toccante Ten Years Gone danno alla band un sound maturo.

La copertina

La copertina di Physical Graffiti non passa certo inosservata: l'edificio che si può vedere è un palazzo situato ai numeri 96-98 di St. Mark's Street nel quartiere East Village di New York, che si vede anche sul retro del disco.

Il designer dell'album è Peter Corriston: per lavorare alla copertina era proprio alla ricerca di un edificio che fosse simmetrico e che si potesse adattare alla copertina quadrato dell'album. La fotografia originale ha subito ovviamente una serie di modifiche che hanno permesso di arrivare all'immagine finale. La copertina esterna del disco presenta finestre fustellate sull'edificio e all'interno possiamo vedere foto di personaggi americani come l'astronauta Buzz Aldrin, Lee Harvey Oswald, Marcel Duchamp e Papa Leone XIII, alternati alle istantanee dei Led Zeppelin.