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Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, i due istituti salvati dal Fondo Atlante lo scorso anno all'esito negativo della tentata quotazione in borsa, hanno varato un piano di conciliazione transattiva con gli azionisti.

L'offerta, riservata a chi ha acquistato i titoli a partire dal 2007, prevede l'attribuzione di 9 € per chi detiene titoli di BPVI e un massimo di 6 €, equivalenti al 15%, per Veneto Banca.

Il successo di quest'iniziativa è un presupposto fondamentale per portare avanti il progetto di fusione tra i due istituti che dovrebbe essere presentato entro il gennaio 2017.

I dettagli della proposta

L'offerta è indirizzata alle persone fisiche, onlus, associazioni e società di persone che abbiano acquistato i titoli direttamente dai due istituti senza l'intervento di intermediari, negli ultimi 10 anni.

Sono esclusi coloro i quali abbiano avviato contenziosi con i due istituti, le società di capitale, i consorzi, le cooperative e gli enti pubblici e coloro i quali abbiano ricoperto incarichi rilevanti nelle gestioni passate, così come non potranno aderire all'offerta gli azionisti coinvolti in finanziamenti "baciati" (concessioni di fido collegate ad acquisto di azioni).

L'importo complessivo messo in campo per i due istituti è pari di circa 600 milioni e corrisponde al 60% di quanto versato dall'azionista di riferimento, il fondo Atlante, gestito da Quaestio Sgr.

Lo scenario di riferimento

La partita di Veneto Banca e Popolare di Vicenza si inserisce in un contesto generale di ristrutturazione e consolidamento dell'intero sistema bancario che di recente ha visto il fallito tentativo di ricapitalizzazione di mercato per MPS, l'ormai porossima acquisizione di 3 delle Good Banks da parte di UBI, in assenza di altre offerte, e l'ambizioso piano triennale di Unicredit, che prevede la dismissione di NPL per circa 17,7 miliardi, un aumento di capitale da 13 miliardi e riduzioni di pesonale per circa 14 mila unità.

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Sul fronte delle aggregazioni degna di nota è anche la fusione tra Banco Popolare e BPM, che ha dato luogo al terzo gruppo bancario del paese che ha debuttato in borsa all'inizio dell'anno.