carige ha archiviato l'esercizio 2016 con una perdita di 297 milioni, determinata principalmente da rettifiche sui crediti del valore di quasi 468 milioni. In questi giorni la priorità per i vertici è costituita dal nuovo piano industriale da sottoporre all'approvazione della BCE. Dal giudizio di quest'ultima dipenderà l'importo dell'aumento di capitale che, verosimilmente, andrà varato da parte dell'istituto.

Lo stock di crediti deteriorati è salito di 510 raggiungendo i 7,3 miliardi di saldo lordo complessivo a fronte di una stabilità del saldo netto pari a circa 4 miliardi. In crescita la copertura dei NPL salita dal 60% al 63% anche nell'ottica del progetto di dismissione dei NPL con una prima tranche che potrebbe valere circa 1 miliardo.

Si tratta di una strategia di sistemazione dei crediti deteriorati in linea con quella di altri operatori di dimensioni simili come Unipol Banca che sta studiando una bad bank interna, ma anche con gli istituti leader come Uncredit che provvederà dismettere circa 17,7 miliardi entro 2 anni e Intesa, che a breve dovrebbe perfezionare una cessione da 2,5 miliardi

I principali indicatori sul 2016

L'esercizio appena concluso è stato caratterizzato da attività di pulizia di bilancio e di consolidamento interno, con rettifiche sui crediti per 468 milioni (anche a seguito delle raccomandazioni ricevute in sede di ispezione BCE) che hanno inciso pesantemente sul risultato di esercizio portando ad una perdita di 297 milioni. Diverse le azioni di riduzione dei costi con un calo annuo degli oneri di gestione del 13,2%, in particolare le spese del personale sono state ridotte del 16,4%, mentre le spese amministrative centrali sono calate dell'11,5%.

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Per quanto riguarda i margini, si può rilevare che il margine d'interesse si è ridotto del 9.5% in seguito alla contrazione dei volumi e al contesto di mercato con tassi in calo, mentre il margine di intermediazione è salito del 9,9% per effetto dei tagli alle spese

La partita dei NPL

Per quanto riguarda il progetto di dismissione dei NPL, per il quale è prevista l'organizzazione di una struttura di cartolarizzazione assistita da GACS, dovrebbe vedere la prima tranche realizzarsi entro la metà del 2017. L'importo complessivo dei crediti da deconsolidare dovrebbe attestarsi intorno al miliardo di saldo lordo, anche se dettagli più approfonditi verranno resi noti con la diffusione del piano strategico alla fine del mese di febbraio. Allo stato non è possibile prevedere se sarà necessario procedere con un aumento di capitale, eventualità che potrebbe concretizzarsi a valle del giudizio della BCE sul nuovo piano industriale.