A pochi giorni dalle elezioni continua a far discutere la proposta di intervenire sull'attuale sistema fiscale istituendo una flat tax unica [VIDEO] per tutti i contribuenti. Dal centrodestra si rilancia in modo convinto la proposta come una soluzione in grado di offrire un salto di paradigma positivo al sistema Italia, garantendo ampi benefici ai cittadini e consentendo contemporaneamente il rilancio dell'economia. Ma da sinistra si espone una visione totalmente opposta e contraria alla misura, esprimendo disappunto tanto dal punto di vista delle potenziali ingiustizie tra i singoli quanto dai rischi relativi all'insostenibilità di un tale provvedimento rispetto all'entità del debito pubblico.

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Al centro della diatriba restano gli elettori, che sono chiamati a dare il proprio giudizio nelle urne.

Berlusconi e la chiave di volta per far ripartire l'Italia

Secondo le ultime dichiarazioni del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, la Flat tax rappresenterebbe una vera e propria "chiave di volta" in grado di far decollare nuovamente l'economia italiana.

Per rafforzare le proprie tesi, l'esponente del centrodestra mette in risalto gli esempi positivi di una sua adozione. Il provvedimento è stato applicato sin dal 1947 ad Hong Kong, rimarca Berlusconi, ricordando che "anche in Russia ed in Irlanda è stata applicata". Le consegue positive non sarebbero mancate: "più lavoro, aumento del reddito procapite e meno tasse per tutti". Rispetto ad una implementazione locale, le ipotesi parlano di una aliquota unica fissata al 23%, ma con un'area di esenzione finalizzata a garantire la progressività costituzionale della misura [VIDEO]. Così, fino a 12mila euro l'anno si potrebbe comunque beneficiare di un'esenzione totale, che diverrebbe parziale al crescere del reddito. Per le coperture, si punta a razionalizzare i bonus attualmente esistenti ed a rilanciare la spending review.

Padoan lancia l'allarme: la flat tax sarebbe uno choc alla credibilità italiana

Dall'altro lato della barricata i propositi di una tassa unica evocano scenari preoccupanti e allarmistici rispetto alla tenuta del Paese. Secondo il Ministro uscente dell'Economia Pier Carlo Padoan, la tassa piatta rappresenterebbe "uno choc di credibilità per l'Italia" e per il suo debito pubblico, dando il via a dei contraccolpi che difficilmente potrebbero essere evitati. Un esempio è il rialzo dell'IVA, un'opzione che per l'esponente democratico diverrebbe inevitabile al fine di garantire la tenuta dei conti. Ma un'applicazione della flat tax significherebbe anche "tagli della spesa sanitaria" ed altre opzioni di risparmio [VIDEO] di cui gli elettori dovrebbero tenere conto "quando si dà un giudizio". Tutto ciò, senza considerare il rischio di un nuovo scenario simile al 2011. "Allora lo spread era intorno ai 500 punti base ed ora è sui 130" rimarca Padoan, spiegando che il motivo è da attribuire ad un ritorno della fiducia.

In sintesi, la flat tax rischierebbe di creare "un buco nelle finanze pubbliche per svariate decine di miliardi" conclude l'esponente dem, spiegando che "poi dovremmo ricorrere ad un'operazione di aggiustamento pericolosa".

Flat-Tax: la vera domanda che si pongono gli italiani

Se è vero che il dibattito elettorale sull'istituzione di una tassa piatta è molto acceso, non è difficile comprendere perché le posizioni dei contendenti appaiono tanto distanti. Ma la vera domanda alla quale gli italiani sono chiamati a rispondere è forse anche quella più importante: dopo anni di crisi e continui sacrifici da parte dei cittadini, converrà davvero tentare un cambiamento così radicale? La soluzione al quesito è attesa il prossimo 4 marzo.

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