Prosegue senza soluzione di continuità il dibattito relativo alla riforma della Scuola 2014: stando a quanto riportato da OrizzonteScuola.it, il piano Giannini-Miur prevedrebbe infatti una suddivisione del corpo docenti in tre categorie che differiranno per competenze, incarichi, responsabilità e retribuzione. La rivista online notoriamente vicina al mondo della Scuola non ha esitato a definire certa la creazione dei profili 'docenti esperti' e 'docenti senior', mentre la categoria del docente ordinario potrebbe recare una differente denominazione.

Cerchiamo allora di capire che cosa prevedrebbero la riforma della Scuola 2014 e il piano Giannini - MIUR per quel che concerne la strutturazione del corpo docenti: all'orizzonte si profila una vera rivoluzione.

Riforma Scuola 2014, piano Giannini: docenti ordinari, esperti e senior - Incarichi diversi e retribuzioni maggiorate



Come accennato in apertura, la riforma della Scuola 2014 con annesso piano Giannini-MIUR prevedrebbe un'innovativa articolazione del corpo docenti, che verrà suddiviso in ordinari, esperti e senior. L'idea è emersa dalla volontà di individuare profili dall'elevato spessore professionale da utilizzare come base per creare competenze nuove e spendibili non solo all'interno della Scuola ma anche al di fuori, laddove diventa sempre più importante tessere buoni rapporti con il territorio e le altre sedi scolastiche.



In dettaglio, la riforma della Scuola 2014 contenuta nel piano Giannini-MIUR dovrebbe statuire la seguente articolazione:



  • docente ordinario, il cui compito esclusivo sarà quello di insegnare;
  • docente esperto, che si occuperà di portare avanti compiti di varia natura: progettazione didattica, orientamento, valutazione, bisogni educativi speciali e progetti improntati a conoscere le nuove tecnologie e i processi comunicativi che spesso sottendono;
  • docente senior, che per lo più si occuperà di curare l'aggiornamento dei colleghi ordinari.



Quelle raccolte da OrizzonteScuola.it costituiscono di fatto delle indiscrezioni, ma la stratificazione delle carriere dei docenti con annesse differenze retributive fa in fondo parte del programma di rivoluzione annunciato da Renzi all’inizio del proprio mandato: a completare il quadro il fatto che i docenti esperti saranno coinvolti al di fuori delle canoniche 18 ore settimanali, mentre la tipologia senior potrebbe addirittura essere esentata dall’insegnamento.

Ad un carico di responsabilità così diversificato, la riforma della Scuola 2014 destina ovviamente delle differenze dei livelli retributivi: non sono ancora note delle cifre, ma raramente si assisterà ad incrementi superiori al 30% dell’attuale salario.



Pur essendo di fondo condivisibile, l’idea di attribuire un riconoscimento diversificato alle carriere di ogni singolo docente - riconoscimento sia giuridico (pensiamo alla creazione dei tre profili prima richiamati) che economico - potrebbe di certo essere perseguita con altre forme: inoltre non è ancora chiaro come verrebbe disciplinato il passaggio dall’uno all’altro profilo, chi dovrebbe ratificarlo, quali saranno gli schemi di valutazione dei docenti e se sarà prevista o meno la possibilità di ‘retrocedere’ al livello precedente per demeriti professionali o similari.

I punti interrogativi insomma sono numerosi: Voi che cosa ne pensate? Condividete un simile schema di suddivisione dei docenti? Vorreste aumenti di retribuzione più consistenti rispetto a quelli prospettati? Come giudicate le figure di esperti e senior? Dateci il vostro parere commentando l’articolo qui sotto!