E' una situazione davvero particolare quella che sta vivendo la Scuola pubblica italiana, con un avvio di anno scolastico segnato, soprattutto, dalle gravissime difficoltà che si stanno incontrando sull'organico e, più in generale, dalle numerose incertezze sul futuro.

Persino il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, alla fine, ha dovuto ammettere che nella scuola si è sbagliato un po' troppo e l'allusione del premier non si riferiva solamente alle ingiustizie e alla disparità di trattamento operate dall'algoritmo del Miur nelle operazioni di mobilità.

'Si è sbagliato un po' troppo' anche e soprattutto perchè il Partito Democratico e, di conseguenza, il governo, si è giocato da tempo l'appoggio politico del personale docente e Ata, sempre più ostile alla politica portata avanti da Matteo Renzi.

Ultime news scuola, sabato 1 ottobre 2016: Renzi frena sulle leggi delega della Buona Scuola?

Un articolo pubblicato da 'Italia Oggi', firmato da Alessandra Ricciardi e intitolato 'Buona Scuola, Renzi ora frena', parla proprio dei possibili risvolti negativi, sul piano politico, generati dalla concretizzazione dei decreti attuativi della riforma, le cosiddette leggi delega.

Secondo rumors governativi, il Presidente del Consiglio sarebbe, infatti, fortemente deciso a bloccare sino al prossimo 4 dicembre, giorno della consultazione popolare sul referendum costituzionale, l'iter riguardante le leggi delega sulla Buona Scuola, come quelle che riguardano la nuova istruzione professionale e il famoso progetto 0-6 anni, ovvero l'istituzione di un modello generalizzato di offerta formativa per la fascia di età riguardante l'infanzia.

Decreti attuativi della Buona Scuola 'congelati' sino al referendum costituzionale?

Matteo Renzi preferirebbe, dunque, concentrarsi sulla legge di stabilità, preferendo evitare l'attuazione delle leggi delega che potrebbe ingrossare le ragioni del no nella categoria, andando così ad alimentare un malcontento che già serpeggia da tempo nel mondo della scuola. Meglio andare quindi con i piedi di piombo ed aspettare l'esito del referendum.

Se da un lato Renzi vorrebbe, dunque, frenare sulla Buona Scuola, dall'altra ci sarebbe, comunque, la volontà del governo di inserire il potenziamento per la scuola dell'infanzia nella prossima legge di stabilità. Un tentativo di armistizio per la 'guerra' portata avanti dai docenti delle Gae infanzia, dopo la loro ingiustificata e totale esclusione dal piano straordinario assunzionale dello scorso anno, con immissioni in ruolo pari a zero.

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