La Buona Scuola verrà ricordata anche e soprattutto per aver prodotto discriminazioni tra le varie categorie di docenti, oltre che per altri aspetti che non stiamo qui a rammentare. Questa volta, le proteste salgono dai docenti che si sono laureati in Scienze della Formazione primaria: si autodefiniscono 'i dimenticati dalla Buona Scuola', docenti che quotidianamente lavorano nelle scuole come precari ma sono fuori da tutte le graduatorie.

Ultime news scuola, venerdì 17 febbraio 2017: docenti SFP, adesso basta

Come riporta il quotidiano 'Repubblica', i docenti SFP hanno deciso di scrivere una lettera ai deputati, in considerazione dell'esame dello schema di decreto attuativo riguardante la riforma della formazione iniziale e del reclutamento docenti.

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'Noi docenti della scuola dell'infanzia e della primaria siamo fuori da tutto, anche dal piano transitorio che consentirà ai colleghi abilitati di essere assunti a tempo indeterminato dopo una sola prova orale'.

All'interno della lettera ci si chiede come non si possa notare questa assurda disparità di trattamento, talmente palese. 'Fino a quando dovremo rimanere esclusi dalle graduatorie e dalla possibilità di poter ottenere anche noi una cattedra a tempo indeterminato?'

Docenti SFP: 'Non siamo precari di serie B'

La delusione più grande, naturalmente, si chiama Matteo Renzi, anche perchè i docenti laureati in Scienze della Formazione Primaria speravano che l'ex Presidente del Consiglio potesse mostrare maggiore considerazione, in generale, nei confronti degli insegnanti visto che la moglie Agnese esercita questa professione.

Quali sono le attuali richieste che vengono formulate ai parlamentari? Quelle che, secondo loro, dovevano essere già incluse nella Buona Scuola, ovvero:

1) Immissione nelle GaE (Graduatorie ad Esaurimento) di tutti i laureati in Scienze della Formazione Primaria;

2) Apertura delle stesse GaE per gli insegnanti che, nel frattempo, hanno ottenuto la specializzazione sul sostegno.

In caso di mancato accoglimento delle suddette richieste, i 'dimenticati' della Buona Scuola, come si sono autodefiniti, saranno costretti ad attendere il prossimo concorsone, ovvero il 2020.

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