Poco prima delle elezioni politiche, del 4 marzo scorso, Marianna Madia, ministro della Pubblica Amministrazione, ha approvato il nuovo contratto per i dipendenti pubblici statali [VIDEO], il qiuale prevedeva, tra le altre cose, aumenti stipendiali. In realtà tali incrementi sarebbero indirizzati ai dipendenti PA con buste paghe alte; vediamo di seguito i dettagli.

Aumenti stipendi docenti e Ata potrebbero scomparire già da dicembre 2018

Gli aumenti per tutti i dipendenti pubblici statali che ricevono stipendi bassi, sarebbero temporanei, ovvero sono destinati a scomparire nel giro di poco tempo.

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La causa sta nel cosiddetto "elemento perequativo", si tratta cioè di aumenti 'a scadenza' e da fine 2018, essi con ogni probabilità non esisteranno più. La soluzione sarebbe quella di rendere questo elemento strutturale, ma per fare questo è necessario trovare ulteriori risorse, che al momento sembrerebbero mancare.

Così, se entro il 2018 non si dovessero riconfermare queste risorse, l'elemento perequativo, scomparirebbe e gli stipendi si abbasserebbero di nuovo. Nella fascia dei dipendenti PA con stipendi più bassi, si trova il personale della scuola [VIDEO], che comprende i docenti e il personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

Cosa succederà agli stipendi PA e a quelli del personale delle scuole?

Il Fatto Quotidiano fornisce chiari esempi su ciò che accadrà agli stipendi dei dipendenti PA, qualora scomparisse l'elemento perequativo. Infatti, i docenti con meno anzianità, perderebbero circa il 25% degli aumenti, pari a 20 euro mensili, così come i dipendenti delle regioni o del comparto sanità. Coloro che al momento hanno una retribuzione mensile pari a 1.341,4 euro [VIDEO], da gennaio 2019, si vedranno in busta paga 29 euro in meno, per un totale di 1.312,4 euro al mese.

L'elemento perequativo avrebbe una durata limitata, da marzo a dicembre 2018, ossia durerebbe soltanto 10 mesi. Il calo stipendiale andrà a colpire proprio coloro che guadagnano meno, ovvero, circa 2 milioni di dipendenti della Pubblica Amministrazione. Nel prossimo Ccnl se l'elemento perequativo dovesse perdere vigore, dunque, questo sarà il quadro che si prospetta.

Non saranno intaccati da questo le categorie di lavoratori con stipendi più alti, chiamati ministeriali, che potranno godere ancora degli aumenti integrali, pari a circa 85 euro lordi mensili (medi). Tutti gli altri vedranno, con ogni probabilità, sparire la parte provvisoria, appunto 'perequativa', dalle proprie buste paga. Tra questi rientrano, senza dubbio, i dipendenti delle Scuola.