Gennaio 2019 potrebbe riservare una brutta sorpresa a molti dipendenti della Pubblica Amministrazione. Se, infatti, non verranno attuati dei correttivi dell'ultima ora, con il nuovo anno la busta paga dei dipendenti pubblici potrebbe essere più leggera. Sì tratta di una spiacevole conseguenza derivante dal fatto che, come chiarito dell'Inps con il messaggio 3224 pubblicato ieri 30 agosto 2018, non verrà più incluso nel cedolino mensile il cosiddetto elemento perequativo.

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I chiarimenti Inps

Prima di evidenziare il contenuto del messaggio 3224 dell'Inps chiariamo cosa si intende per elemento perequativo. Sì tratta, fondamentalmente, di un correttivo introdotto dal precedente Governo a favore dei redditi più bassi. Infatti, nella precedente legislatura si è provveduto ad aumentare la retribuzione tabellare dei dipendenti pubblici. Ma, così facendo, alcuni di questi avrebbero perso la possibilità di beneficiare del bonus Renzi, cioè gli 80 euro che l'attuale Governo vuole far diventare uno sconto sulle tasse strutturale.

Dipendenti pubblici: da Gennaio stipendio più basso
Dipendenti pubblici: da Gennaio stipendio più basso

Per tali motivi era stato introdotto dal CCNL 2016/2018 l'elemento perequativo che sterilizzando l'aumento contrattuale permetteva di beneficiare del bonus.

Ora, come chiarisce il messaggio Inps, tale elemento, essendo soggetto alla scadenza del CCNL, verrà conteggiato solo fino a dicembre 2018. Inoltre, esso concorre alla determinazione del reddito imponibile della Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e anche dell'assicurazione sociale vita.

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Di conseguenza rientra anche nei calcoli utili ai fini pensionistici . Anche se non rientra nella determinazione della liquidazione e del TFR. Per questo viene escluso dalla base imponibile dell'ex Fondo Enpas, come anche dalla base imponibile dell'ex Fondo INADEL.

Quindi, come chiarito dell'Inps, tale elemento verrà corrisposto a tutti i dipendenti pubblici che, fino a dicembre 2018, avranno prestato il proprio servizio almeno per 15 giorni durante il mese.

Di conseguenza, tale elemento perequativo non verrà conteggiato, e quindi incluso in busta paga, per periodi di lavoro inferiori ai 15 giorni. Inoltre, viene chiarito che tale importo non viene corrisposto quando ci si trova in aspettativa. Questo perché in tale eventualità non viene erogato lo stipendio tabellare. In questo caso, però, fanno eccezione i dipendenti pubblici della Scuola destinatari di supplenze brevi o saltuarie.

Le reazioni dei Sindacati

Da tempo i Sindacati, in particolare la Cgil, chiedono al Governo che nel prossimo CCNL 2019/2021 si preveda la stabilizzazione dell'elemento perequativo.

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Sopratutto, nel settore educativo, i Sindacati di categoria hanno spinto su questo punto. Il ministro Marco Bussetti , in un intervista al "Corriere della Sera" si era mostrato pronto a far sì che con il rinnovo del CCNL gli insegnanti non perdessero soldi. Ovviamente, l'obiettivo è estensibile a tutta la Pubblica Amministrazione. Infatti, nel suo messaggio l'Inps ha elencato tutti i settori della Pubblica Amministrazione che vedranno ridursi lo stipendio.

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Comunque, i Sindacati del mondo della Scuola sono stati i più attivi. Ad esempio, oltre alla Cgil anche la Snals ha chiesto l'avvio immediato delle trattative per il rinnovo del contratto.

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