L'Anief, il Sindacato degli Educatori e dei Formatori nel pomeriggio di oggi ha emesso un lungo comunicato stampa, pubblicato sul suo sito istituzionale e ripreso da diverse riviste online specializzate come "Orizzonte Scuola" che inizia in maniera estremamente perentoria. Infatti, già nelle prime righe del comunicato, l'associazione sindacale professionale afferma letteralmente che "Nei pensieri del Governo non c'è il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici. E nemmeno della Scuola".

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Mancano i finanziamenti

L'Anief contesta al Governo M5S - Lega, guidato da Giuseppe Conte, non solo il fatto che non si sarebbe provveduto ad adeguare lo stipendio degli insegnanti italiani ai livelli di quelli dei loro colleghi del resto dell'Unione Europea. Ma evidenzia come l'attuale Esecutivo non avrebbe commentato il recente rapporto "Eurydice 2018" che, di fatto, certifica lo stato assolutamente pietoso della retribuzione salariale dei docenti italiani.

Tanto più che nella prossima Manovra economica non sarebbero stati stanziati i finanziamenti necessari a colmare questa lacuna. Lacuna di cui, secondo il comunicato dell'Anief, avrebbero cominciato a rendersi conto anche le altre sigle sindacali presenti nel mondo della scuola.

Il plauso a Luigi Di Maio

D'altra parte l'Anief non è insensibile a quanto affermato dal vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio che avrebbe già individuato dove reperire i fondi necessari per mettere in sicurezza le retribuzioni salariali dei docenti e scongiurare il calo di retribuzione programmato dal precedente Governo Gentiloni.

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D'altra parte evidenzia un ulteriore lacuna presente nell'attuale Documento di Economia e Finanza. Secondo l'associazione sindacale, infatti, nel DEF non sarebbero stati previste le coperture finanziarie utili per remunerare l'indennità di vacanza contrattuale almeno nella misura del 50% dell'indice dell'inflazione programmata come previsto dalla legge. Tale indennità, infatti, sarebbe ferma da quasi nove anni ai valori del 2010. E dato che lo stipendio della categoria degli insegnanti è fermo da ben dieci anni l'associazione sindacale non intende accontentarsi di semplici promesse.

I pre- requisiti per l'apertura di un negoziato

Nel suo comunicato l'Anief ricorda che le altre sigle sindacali sembrerebbero orientate a cercare di aprire una fase di negoziato con il Governo sul rinnovo contrattuale della Scuola. E anche se in linea di principio da parte dell'associazione sindacale professionale non ci sarebbero chiusure pregiudiziali, la stessa evidenzia come questo potenziale negoziato deve basarsi su delle premesse concrete.

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E qui "concreto" vorrebbe dire che si deve poter discutere di stanziamento delle risorse economiche per i necessari incrementi salariali. Mentre nel DEF sarebbe scritto a chiare lettere che " i redditi da lavoro dipendente della Pubblica Amministrazione si ridurranno dello 0,4% in media nel biennio 2020 - 2021". Anief quantifica anche le risorse finanziarie ritenute necessarie e sufficienti. Secondo l'associazione sindacale servirebbero almeno tre miliardi di euro.

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Dividendo questo importo per tutti i docenti della Scuola italiana si tratterebbe di almeno 4500 euro di arretrati ad insegnante. Per tali motivi Anief sarebbe pronta a fare ricorso e a diffidare il MEF dal provvedere.

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