Emergono ulteriori novità sulla possibile applicazione della quota 100 per le Pensioni del 2019 e sull'adeguamento della pensione anticipata ai requisiti di uscita previsti dalla vigente riforma Fornero. Sulla quota 100, più nel dettaglio, si ipotizza l'ipotesi di un prestito-ponte per il versamento del Trattamento di fine servizio (o rapporto) per i dipendenti statali e della Scuola.

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Inoltre, le pensioni con quota 100 prevederebbero un preavviso per i dipendenti del pubblico impiego che si sta studiando per evitare che la Pubblica Amministrazione possa vedersi svuotare gli uffici da un numero eccessivo di pensionamenti. In tal senso, nei vari comparti pubblici, tra i quali la scuola, sono stati già preventivati i numeri del turn-over da realizzarsi attraverso Concorsi Pubblici o lo scorrimento delle graduatorie. Fin qui le novità sulle pensioni anticipate a partire dai 62 anni e con 38 di contributi della quota 100, ma gli ultrasessantenni avranno la possibilità di bilanciare la propria scelta con i requisiti di uscita già vigenti.

Pensione anticipata o quota 100 nel 2019: nuove ipotesi di uscita a 62 anni o 42 e 10 mesi.
Pensione anticipata o quota 100 nel 2019: nuove ipotesi di uscita a 62 anni o 42 e 10 mesi.

Ultime pensione anticipata con requisiti Fornero o uscita quota 100: le novità di oggi

Infatti, la quota 100 andrà valutata anche in merito all'alternativa di uscita con la pensione anticipata prevista dai requisiti della riforma Fornero. Come precisa Il Sole 24 Ore in merito ai quesiti pervenuti sulle possibilità di uscita del 2019, non è stato ancora stabilito se le pensioni anticipate della riforma Fornero subiranno l'aumento dei cinque mesi di contributi previsto per le pensioni di vecchiaia.

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Pertanto, se la pensione anticipata non dovesse registrare l'aumento alla speranza di vita, rimarrebbe anche nei prossimi anni ferma a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41,10 per le donne di versamenti contributivi nella carriera lavorativa. In tal senso, la pensione anticipata a quota 100 dovrebbe rappresentare un'alternativa, o un'opzione (addirittura alcuni la definiscono "la terza via" di uscita) rispetto ai requisiti già in vigore riguardanti i pensionamenti.

Elementi specifici, invece, risultano tra le ultime novità delle uscite dei lavoratori statali e della scuola, particolarmente interessati a requisiti inerenti la domanda e le finestre di uscita.

Quota 100 statali, docenti e Ata della scuola: ipotesi anticipo Tfr pensione anticipata 2019

Infatti, sulle uscite degli statali con la pensione anticipata a quota 100 fa il punto della situazione il quotidiano Il Messaggero. In primo luogo, viene confermato il termine di preavviso fissato in 6 mesi, da calcolare dalla data di presentazione della domanda di pensione per i lavoratori del pubblico impiego che andranno in pensione con quota 100.

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Ulteriore novità riguarda, invece, l'ipotesi di disapplicazione, per il solo anno 2019, dell'obbligo delle amministrazioni pubbliche di collocare a riposo i lavoratori statali che abbiano superato il limite per la permanenza in servizio, generalmente fissata a 65 anni. Inoltre, sono noti i numeri del turn-over da effettuarsi nella Pubblica amministrazione, almeno per alcuni comparti: nel 2019, secondo i dati elaborati dall'Ufficio parlamentare di Bilancio, i lavoratori statali e della scuola, interessanti ad avere la possibilità di uscita con pensione a quota 100, dovrebbero essere 157.431, circa il triplo delle uscite verificatesi negli ultimi anni attraverso le pensioni anticipate e di vecchiaia.

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Nella legge di Bilancio 2019 sono state fissate, per il 2019, assunzioni per circa 29 mila nuovi posti, delle quali 12 mila riguarderanno il comparto della scuola ed oltre 16 mila delle altre amministrazioni pubbliche. Infine, i tecnici del Governo Conte starebbero studiando l'ipotesi di concedere un prestito ponte per il pagamento del Tfr dei lavoratori statali in uscita con le pensioni anticipate a quota 100: si tratterebbe di una soluzione innovativa che prevederebbe lo schema dell'anticipo bancario del Trattamento di fine servizio a costo zero (anziché attendere i due anni di media per il saldo della buonuscita). Gli interessi sarebbero pagati dallo Stato alle banche, meccanismo che già avevamo visto per il pagamento delle pensioni Ape volontarie.

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