Prova al pc, titoli e servizio: sono in arrivo anche nella scuola i concorsi semplificati per mandare subito in cattedra i vincitori e assicurare la copertura dei posti scoperti, soprattutto per le classi di concorso carenti di docenti candidabili dai canali ordinari. Le prime conferme arrivano sia dalla necessità di arrivare alla stabilizzazione dei precari per l'anno scolastico 2021/2022 e successivi, che dal programma pluriennale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). La semplificazione riguarderà i concorsi ordinari dei nuovi docenti: anche le operazioni di reclutamento nella Scuola seguiranno dunque le linee già annunciate dal ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta per gli altri bandi della Pubblica Amministrazione.

Un piano che dovrebbe partire dal 2022, ma non si esclude che possa essere anticipato già per le assunzioni del 1° settembre prossimo.

Concorsi scuola semplificati: in arrivo la prova al pc, oltre ai titoli e servizi

Anche la scuola si prepara dunque a semplificare i concorsi, indipendentemente da come andrà a finire l'annunciato reclutamento degli oltre 60mila docenti per l'anno scolastico 2021/2022. In tutto, dovrebbero essere 112mila le cattedre scoperte a partire dal prossimo settembre, con annesso un boom di supplenze che rischia di complicare ulteriormente le operazioni di inizio anno scolastico. Tuttavia, anche nel cronoprogramma del Pnrr che il governo Draghi ha inviato a Bruxelles viene dedicato ampio spazio alla riforma del reclutamento dei docenti.

Nel testo si fa chiaro riferimento alla semplificazione dei nuovi concorsi a cattedra, con una prima scrematura sui titoli e sul servizio svolto nella scuola dagli aspiranti docenti, per poi dare spazio alla prova semplificata - computer based - del nuovo schema di concorso. Dal tavolo Istruzione-ministero dell'Economia-Palazzo Chigi, inoltre, sarebbe emersa la necessità che i vincitori dei concorsi scuola - ai quali verranno assegnate le cattedre scoperte - facciano l'anno di prova in modalità training on the job (un anno di insegnamento), prima di affrontare il test finale per la conferma del servizio sullo stesso posto assegnato e di rimanerci (vincolati) per tre anni.

Assunzioni scuola 2021/2022 da graduatorie GaE e vecchi concorsi: verso la stabilizzazione di 60mila docenti

Fin qui le intenzioni del governo Draghi e del ministero dell'Istruzione sulla riforma del reclutamento dei docenti della scuola a partire dal 2022, secondo le nuove linee dei concorsi presentate a Bruxelles. Tuttavia, l'inizio del nuovo anno scolastico pone seri dubbi sulla possibilità di arrivare alle 60mila assunzioni di docenti, soprattutto nelle classi di concorso che rimangono - già da alcuni anni - senza candidati per l'azzeramento di candidati.

Nel maxi-piano di assunzioni annunciato nei giorni scorsi dal ministero dell'Istruzione, la soluzione per la copertura delle 112mila cattedre che resteranno vacanti è piuttosto articolata: dalle procedure ordinarie, ovvero dalla stabilizzazione dei docenti appartenenti alle graduatorie a esaurimento (GaE) e da quelle di merito dei vecchi concorsi si punterebbe ad assumere circa 20mila docenti. Altri 26-28mila docenti (su 32mila vincitori) dovrebbero essere stabilizzati dal concorso straordinario, riservato ai precari che abbiano svolto almeno tre anni di servizio nella scuola. E al ministero di Viale Trastevere si starebbe lavorando anche alla stabilizzazione di una quota di insegnanti del sostegno.

Ipotesi concorsi ordinari nella scuola per assunzioni docenti a partire dal 1° settembre 2021

Conti alla mano, è difficile che dal prossimo settembre si riesca a stabilizzare gli oltre 60mila docenti promessi nelle scorse settimane con i canali ordinari del reclutamento scolastico. Di conseguenza, oltre ai posti sul sostegno, il ministero dell'Istruzione punterebbe all'assunzione di una quota dei docenti nell'insegnamento comune. Da qui l'ipotesi che il governo potrebbe decidere di accelerare sui concorsi rapidi con prova al pc, titoli e servizio già svolto a scuola e di applicare questo schema ai concorsi ordinari: quelli già banditi, ma fermi per l'emergenza sanitaria, totalizzano 46mila posti per i quali si sono candidati oltre 430mila aspiranti insegnanti.

Se davvero si decidesse di correre, in linea con le nuove direttive di Brunetta sui concorsi già in dirittura di applicazione per altri comparti della Pubblica amministrazione, probabilmente si riuscirebbe ad avere una quota di docenti vincitori già per il prossimo 1° settembre. In questo modo, il ministero dell'Istruzione limiterebbe l'impatto "sanatoria" del meccanismo di stabilizzazione dei docenti precari del Piano scuola annunciato nelle scorse settimane - per il quale, comunque, troverebbe difficoltà a reclutare docenti nelle classi di concorso carenti di candidati - e riuscirebbe a coprire l'azzeramento degli insegnanti di varie materie delle graduatorie a esaurimento e delle vecchie graduatorie di merito.